Mese di luglio 2009: Meridiana.com, primo sito web in Italia tra le compagnie aeree

Meridiana.com, primo sito web in Italia tra le compagnie aeree per il mese di luglio 2009
Meridiana.com, primo sito web in Italia tra le compagnie aeree per il mese di luglio 2009
Con 1.322.000 unique visitors censiti e ben il 5,85% di active reach, (ossia la percentuale di utenti attivi sul sito in riferimento all’utenza totale di Internet), il sito Meridiana -Eurofly è il più visitato tra tutti i siti web delle compagnie aeree nel mercato italiano. Questo quanto si evince dai risultati dal pannello Nielsen Online relativi al mese di luglio 2009.
Il tempo medio trascorso sul sito per persona è di 2 minuti e mezzo, dato che conferma una buona usabilità del sito: un sistema di prenotazione on-line snello e funzionale ed il comodissimo Calendar Shopping semplificano e velocizzano la ricerca e la prenotazione del volo.
L’ intento del sito però non è solo di essere un efficiente strumento di vendita. Infatti grande attenzione è posta nel supporto al cliente con apposite sezioni “prima”, “durante” e “dopo” il volo. Inoltre un’area di informazione sulle destinazioni servite, con tante indicazioni utili su storia, trasporti, lingua, valuta locale, telefonia ed una utile guida, rendono il sito uno strumento completo per il cliente che preferisce Meridiana-Eurofly per i suoi viaggi.
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Un nuovo piano di investimenti per la produzione di energie alternative arriva dal settore agricolo

L’agricoltura lancia un piano di investimenti per la produzione di energie rinnovabili
L’ultimo rapporto dell’ENEA, elaborato sui dati 2008, sottolinea: “Le energie rinnovabili rappresentano un’importante opportunità industriale oltre che una fonte di energia alternativa. L’investimento nel settore è molto cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere nel mondo i 160 miliardi di dollari e dare occupazione a quasi 4 milioni di addetti”. In questo quadro generale cresce la richiesta di strategie energetiche sostenibili e il consenso è molto alto per chi investe nell’ energia verde.
Sull’argomento è intervenuto oggi il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso della tavola rotonda “Per non restare al verde”, organizzata nell’ambito della manifestazione “Cortina In ConTra Estate 2009”, il prestigioso “think-tank” ideato dal giornalista Enrico Cisnetto.
“Seguendo il green new deal lanciato da Obama – ha detto Vecchioni – anche il settore agricolo vuole contribuire sempre più a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e diversificare le fonti energetiche”.
Un importante passo operativo su vasta scala in Italia è stato fatto Confagricoltura, creando la prima rete che produce biomasse di origine agricola, con 120 imprese, 600 milioni di investimento e 170 megawatt di potenza installata. Tutto ciò che è legato alle energie rinnovabili noi lo vediamo come una integrazione di reddito e una riduzione dei costi per le nostre imprese. Ma non riteniamo questo percorso né risolutivo, né esaustivo in termini di impatto sul clima. La nostra, in proposito, è una visione laica ed economica, non ideologica”.
“Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – darà nuovo impulso allo sviluppo in questo settore. Un sistema di incentivi chiaro e stabile negli anni, infatti, consentirà alle imprese di pianificare gli investimenti nel lungo periodo. Tenendo presente che, superato il passaggio iniziale, più le tecnologie avanzano, più il ricorso agli incentivi può essere ridimensionato. La comunità agricola diventerà quindi un alleato ancor più prezioso all’interno di un disegno che consente una riformulazione economica del rapporto col territorio. Purtroppo – ha sottolineato Vecchioni – 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia i finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciono fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita”. Poi Vecchioni ha avvertito: “In tutto ciò va definitivamente modificato l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie, invece, consentono la coesistenza di entrambe le attività, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati stanno per essere restituiti alla comunità agricola. Inoltre, a proposito della lotta alle emissioni di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani è privata”. Un altro intervento di rilievo nel contesto dell’agroenergia è quello operato da Finbieticola, di cui Federico Vecchioni è presidente, con l’obiettivo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero attraverso lo sviluppo di attività imprenditoriali agricole innovative. “Con un investimento di circa 280 milioni di euro nei prossimi tre anni – ha spiegato Vecchioni – il progetto “Terrae” punta a mobilitare partner industriali e finanziari con una leva complessiva di un miliardo e mezzo di euro. Per lo sviluppo delle iniziative nel 2009 sono disponibili 41,3 milioni di euro, cifra che sale a circa 115 milioni di euro per ciascuno dei due anni successivi pari a un volume complessivo di 279,6 milioni di euro nel triennio. La quota maggiore è appunto riservata all’agroenergia, che assorbe il 79% degli investimenti”. Il 16% è rivolto allo sviluppo dell’area agroalimentare e il 5% ai servizi. “Il progetto – ha proseguito il presidente – si svilupperà attraverso tre società operative a cui faranno capo 21 divisioni. Nove di queste opereranno nella produzione di energia elettrica e biocarburanti. Una particolare attenzione viene dedicata al settore delle fonti rinnovabili, visto che l’agricoltura italiana ha notevoli margini di sviluppo e può fare molto per contribuire ad abbattere le emissioni di CO2. La costruzione di un futuro sostenibile non può prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale con le ragioni dell’ambiente, creando così quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo”. Questo è anche il motivo per cui Finbieticola SpA, ha firmato il Patto per l’Ambiente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Ambiente il 7 luglio 2009 congiuntamente ad altre 10 imprese impegnate nei settori dell’energia, all’industria, dei trasporti e dell’agricoltura quali Autostrade per l’Italia SpA, Edipower SpA, Edison SpA, ENAC SpA, Enel SpA, Eni SpA, Ferrovie dello Stato SpA, Italcementi SpA, Sorgenia SpA, Terna SpA. L’accordo tra le 11 imprese, vuole contribuire, con 12 miliardi di investimento, alla diversificazione delle fonti energetiche e consentire una riduzione delle emissioni di CO2 nel periodo 2009-2013, di circa 2.5 milioni di tonnellate/anno. Consulta il nostro network intraprendere e il nostro sito sulla scuola dove troverai notizie su graduatorie scuole e immissioni in ruolo
Email marketing contagioso: il viral marketing

Email marketing contagioso: il viral marketing
È generalmente posto in basso alla comunicazione, esiste, ma a volte non lo si vede, ha un nome un po’ strano, a molti incomprensibile, ma, se utilizzato a dovere, è assai efficace: trattasi del viral marketing.
Il viral marketing non è altro che il passa parola virtuale, una sorta di utile e lecito pettegolezzo in cui si vuole suggerire ad un amico la visione di una comunicazione o di una particolare offerta. Il termine “viral” non è un decisamente termine simpatico. In medicina il virus è il parassita responsabile di alcune malattie, in informatica è invece quella porzione di codice che, se eseguita, può danneggiare alcuni files propagandosi e replicandosi.
In termini di marketing invece si definisce viral qualsiasi strategia che invita le persone ad influenzarsi l’un l’altro veicolando alcuni messaggi e diffondendo in maniera esponenziale tali messaggi.
Se si utilizza una buona strategia di viral marketing si può dunque ottenere un ottimo ritorno sugli investimenti in quanto è possibile velocemente aumentare il bacino di utenza a cui inoltrare le comunicazioni. Di seguito alcuni suggerimenti per un viral marketing strategico.
INCENTIVARE L’INVIO: ad un amico o collega si inviano più facilmente le email se si è incentivati a farlo. Si potrebbe ad esempio offrire una promozione se l’email viene inoltrata ad un certo numero di persone che poi si registrano alla newsletter.
PERSONALIZZARE IL VIRAL MARKETING: è fondamentale che nella ricezione della comunicazione da un amico, il destinatario identifichi immediatamente la fonte in modo che l’email non venga considerata spam.
ATTENZIONE AI CONTENUTI: è inutile e dannoso inviare una comunicazione ad una persona assolutamente non interessata ai contenuti che si vogliono proporre. Si rischierebbe solo di infastidirla.
REPORTISTICA: una valida operazione di viral marketing non ha senso se non è adeguatamente supportata dai dati numerici che ne rispecchiano l’esito. Una reportistica adeguata dovrebbe correttamente riportare il numero di indirizzi a cui è stata inviata la comunicazione e l’ elenco degli indirizzi che eventualmente si sono registrati alla newsletter.
DIVERTIMENTO: ad un amico si consiglia solo ciò che si reputa funzionale o divertente, ciò che può avere un’utilità ludica o commerciale ed eventualmente anche qualcosa capace di trasmettere un sorriso.
Un esempio? Questa mattina nella mia casella di posta è arrivato un’email di un amico, contenente una bella offerta commerciale, un messaggio che diceva: “Vista la tua passione per l’ email marketing non posso che inviarti questa simpatica storia!” e il testo riportato sotto.
“Una coppia di Milano decide di prendersi una settimana di vacanza ai Caraibi per dare una tregua al freddo inverno. Essendo entrambi molto impegnati nel lavoro, decidono di volare con un giorno di differenza. Quindi, lui partì il giovedì e lei lo avrebbe, poi, raggiunto col volo del venerdì. Arrivato a destinazione, lui prese subito il suo laptop nella stanza d’albergo e scrisse alla moglie un’e-mail. Purtroppo, però, nell’indirizzo tralasciò una lettera e spedì lo scritto senza controllare e senza accorgersi dell’errore.
Sfortunatamente, a Roma, in quel momento, tornò a casa una vedova dal funerale di suo marito, appena morto in seguito ad un infarto. La neo-vedova si aspettava messaggi di condoglianze tramite internet e controllò la sua posta. Dopo aver aperto la prima email e letto le righe, emise un urlo e svenne davanti allo schermo. Il figlio si precipitò subito nella stanza e vide la mamma esanime sul pavimento.
Guardando sullo schermo del computer, lesse:
To: Alla mia adorata moglie…
From: Dal tuo appena separato marito.
Subject: Sono arrivato!
Cara,
sono appena arrivato ed ho fatto già il check-in. Vedo che tutto è già perfettamente pronto per il tuo arrivo domani. Sono molto felice di riabbracciarti prestissimo. Spero che anche il tuo viaggio vada bene come è stato per me.
PS: C’è un caldo infernale qui!”
Simona Ibba
Simona Ibba lavora presso Hoplo ed è Business Development Manager della piattaforma per l’ invio di newsletter Infomail.
La tv in Italia ha preso il posto della democrazia: Videocracy Documentario di Erik Gandini
Videocracy, Documentario di Erik Gandini: La tv in Italia ha preso il posto della democrazia
Ci sono voluti trentanni di fanciulle scosciate e giovanotti palestrati, di casalinghe disperate e quiz milionari, di reality irreali, di gossip e volgarità eretti a sistema. Un lavoro lungo e paziente, che alla fine però ha fatto centro: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia. E la tesi di Videocracy , il documentario che promette di rendere davvero speciale l’evento programmato per il 3 settembre al Lido dalle due sezioni autonome della Mostra del Cinema, la Settimana Internazionale della Critica (SCI) e le Giornate degli Autori, che hanno scelto di concerto il film, rifiutato dalle sezioni ufficiali. Ottanta minuti di reportage spietato sull’Italia berlusconiana, le sue mutazioni antropologiche e culturali, firmati da Erik Gandini, regista quarantenne originario di Bergamo ma traslocato a 18 anni in Svezia.
«In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine – sostiene il cineasta – . In Italia solo un uomo ha dominato le immagini per tre decenni. Prima magnate della tv, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto, caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale nel Paese. I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità».
I recenti fatti di cronaca a luci rosse confermano. In ogni caso Videocracy (prodotto dalla svedese Atmo con la danese Zentropa e poi distribuito dalla Fandango) non passerà indenne sugli schermi del Festival veneziano. «E un film destinato a far discutere», assicura Francesco Di Pace, direttore della SCI, ben contento di essersi assicurato, in sintonia con il Festival di Toronto che lo proietterà dopo l’anteprima mondiale veneziana, la patata bollente che nessuno voleva. «Era stato proposto prima a Orizzonti, una delle sezioni ufficiali della Mostra, ma è stato scartato da Marco Müller e i suoi selezionatori – racconta Di Pace – . Così l’abbiamo acchiappato noi.
Comunque la sia pensi è un film che andava mostrato. Perché denuncia il potere che la tv ha sulla nostra società e sulla nostra cultura. Quel che produce nella gente, come ne condiziona i comportamenti». Un panorama inedito, per molti inspiegabile, che Gandini osserva con lo sguardo lontano ma partecipe dell’ italiano all’estero. «Non è un film su Berlusconi ma sullItalia berlusconiana », ribadisce lui, già autore di un documentario su Guantanamo.
In Videocracy il punto di osservazione è un altro: il back stage di un Italia ossessionata dall’esibizionismo sessuale e senza più freni morali. L’Italia dei Lele Mora, dei Briatore, Corona, Ventura. Che compaiono in scena insieme con i reduci dei Grandi Fratelli, le veline e i tronisti, la tribù Costa Smeralda, smaniosa solo di apparire, pronta a tutto per riuscirci. La tesi sostenuta da Moretti ne I l Caimano : «Berlusconi ha già vinto, ci ha cambiato la testa trentanni fa».
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