Dal Veneto ecco le Vetrocamere a Led

La tecnologia Led continua a sorprendere. La veneta Energol (Gruppo Ethan), sta sperimentando con successo la possibilità di inserire sequenze di Led nelle cornici delle vetrocamere usate nei normali serramenti allo scopo di ottenere effetti illuminanti non solo nuovi ma anche efficaci sul piano architettonico e della resa cromatica e luminosa.
L’azienda si è già caratterizzata nel campo della sperimentazione di inedite applicazioni dei Led, “inventando” l’albero di Natale a Led alimentato a pedalate collocato per le recenti festività a Villa dei Vescovi a Luvigliano.
“Vogliamo illuminare qualcosa che finora non lo è” afferma il presidente di Energol ing. Antonio Casotto. “E ci stiamo riuscendo attraverso la tecnologia Led, le cui performance non sono soltanto relative al risparmio energetico ma anche ad effetti cromatici e di ridotto ingombro spaziale neppure immaginabili con altre sorgenti luminose. I Led permettono infatti colorazioni e sfumature mutevoli nel tempo anche mantenendo notevoli intensità luminose, un mimetismo pressoché totale della sorgente luminosa, e una straordinaria capacità di adattamento all’ambiente.”
L’illuminazione del futuro, dunque, non solo sarà a Led ma vedrà applicazioni e risultati impossibili da ottenere con le tradizionali sorgenti di luce. “Pensiamo che l’applicazione che stiamo testando” continua l’ing. Casotto “potrà giungere tanto al design d’interni quanto alle moderne architetture, sino ai negozi più raffinati o alle teche dei musei. Se finora i Led sono stati impiegati soltanto come validi sostituti dei tradizionali punti luce, queste recenti sperimentazioni rappresentano il passo successivo: concepire grazie ai Led nuovi stili di illuminazione, impossibili con le sorgenti tradizionali.”
Aubay lancia l’inclusione digitale

ICT e Telecomunicazioni divengono la nuova frontiera per le aziende e la Pubblica Amministrazione e la diffusione dei servizi tecnologizzati appare dilagante. In questo panorama, però, il Digital Divide diventa un ostacolo allo sviluppo. L’Italia e l’Europa cercano soluzioni per combatterlo. A tale scopo Aubay, società leader europeo nella consulenza in materia di tecnologia, integrazione di sistemi informativi industriali, reti e telecomunicazioni, è partner della Fondazione Dominic e della società LucyTech per lo sviluppo di una nuova piattaforma informatica che facilita l’accesso ai servizi per gli anziani, per le persone che presentano disabilità ed incrementa le potenzialità di business per le aziende.
Questa piattaforma viene sostenuta anche dall’ International Telecommunication Union (ITU), Agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra, per diffondere l’inclusione digitale nei paesi emergenti in tutto il mondo.
LO SCENARIO ITALIANO
Un’indagine condotta da Enter mette in evidenza, relativamente all’utilizzo Wi Fi ed internet in generale, il ritardo italiano nei confronti del resto del mondo. L‘Italia si piazza al quattordicesimo posto, con 5.097 punti d’accesso wireless, duemila in meno della Turchia (10° posto) e 1.300 in meno di Taiwan (11° posto). Il Bel Paese è lontanissimo dai vertici della graduatoria mondiale, dominata dal Regno Unito con quasi 113mila punti di accesso Wi-fi a internet. Tale ritardo peraltro rappresenta una spina nel fianco della Pubblica Amministrazione italiana.
A tal riguardo le Istituzioni governative hanno operato, nell’ambito della P.A. per orientare gli sforzi verso processi di innovazione ed efficienza del sistema; il “Rapporto E-gov Italia 2010” prevede, infatti, l’attuazione di diversi sotto-progetti per ridurre il gap nelle telecomunicazioni e nell’ICT in diversi settori della PA: rapporto cittadino-pubblica amministrazione, sanità, scuola e università, giustizia civile e servizi telematici, infomobilità, servizi alle imprese e servizi per il lavoro, banche dati pubbliche, dotazioni tecnologiche, reti e servizi infrastrutturali della PA, copertura infrastrutturale a banda larga.
Queste innovazioni dovrebbero ridurre il Digital Divide tra l’Italia e il resto del mondo, ma il fattore rilevante, che spesso viene sottovalutato, è l’elevata età media della popolazione italiana, associata alla sempre più bassa natalità. Nel 2010 le nascite sono state pari a 561.944, un numero che richiama un abbassamento della natalità a favore di un incremento della popolazione in età avanzata. Gli “over 65” rappresentano, infatti, il 20% della popolazione, mentre gli “over 80” il 5%.
È risaputo che le nuove generazioni siano spesso refrattarie all’ innovazione tecnologica (i maggior utilizzatori delle tecnologie sono compresi tra i 15 e 17 anni con l’80%), mentre gli anziani se ne discostano.
Questo fattore crea un ulteriore gap nell’utilizzo dell’ICT, soprattutto considerando che le nuove tecnologie si fanno sempre più spazio tra i servizi sociali e quelli relativi alla salute rivolti soprattutto agli anziani che , però, hanno un accesso limitato alle tecnologie.
È stimato, infatti, che in Italia la fetta di popolazione “over 65” (19,9% del totale) che beneficia di internet è ancora molto bassa rispetto alla media europea e si attesta intorno al 50%. Nonostante ciò, si è riscontrato un notevole aumento rispetto agli anni precedenti e si sono registrati grandi sforzi da parte delle autorità, tra cui la commissione Europea, per ridurre il gap e raggiungere le masse “critiche” entro i prossimi 5 anni.
Duplici, quindi, le conseguenze: l’esclusione dei disabili dai nuovi servizi; le difficoltà che essi incontrano nell’utilizzo delle nuove modalità di comunicazione.
LA PIATTAFORMA LUCY E IL CONTRIBUTO DI AUBAY
Esistono anche delle forti barriere all’ingresso per l’utilizzo dei servizi ICT. In un contesto come quello europeo, l’inclusione digitale consiste nella fornitura di servizi assistenziali (tele-care), sanitari (e-health) ed economici on-line, tipicamente orientati ad utenti anziani e disabili e arricchiti da servizi aggiuntivi e da offerte sempre più integrate. Le conseguenza dell’utilizzo di questi servizi per gli anziani si associano ad un miglioramento della vita grazie alla riduzione di costi sociali, sanitari e comunicazionali.
Il problema maggiore, al momento, è la mancanza di un’offerta standardizzata, integrata e accessibile, utilizzabile sia dai cittadini che dalle PA. Per sopperire a tale mancanza è stata presentata lo scorso giugno, in occasione di un convegno sull’inclusione digitale, la piattaforma LUCY. Ideata dalla Fondazione Dominic e dalla società LucyTech, la piattaforma è stata adottata dall’International Telecommunication Union (l’agenzia dell’ONU per lo sviluppo e la standardizzazione delle tecnologie ICT) sviluppata da Aubay (società leader nella consulenza in materia di tecnologia, integrazione di sistemi informativi industriali reti e telecomunicazioni), che ne è, peraltro, anche il distributore italiano e che collabora alla localizzazione e deployment a livello internazionale.
La piattaforma, che adotta il paradigma del Cloud Computing, ha tra i suoi pilastri l’attivazione di esperienze di scambio interpersonale che superano le barriere di accessibilità, soprattutto per persone anziane e disabili. È possibile, infatti, scaricare dal sito un plug-in che dispone di una vasta gamma di soluzioni di accessibilità (Assistive Tools) per garantire il pieno utilizzo della nuova tecnologia da parte di persone con disabilità, rendendo, perciò, la piattaforma particolarmente adatta a canalizzare l’attenzione di fasce di mercato poco attive sul web e incrementandone quindi la potenziale crescita.
Inoltre, il portale, offre una significativa opportunità per instaurare relazioni con reti di persone globali che usufruiscano di medesimi servizi. In tal modo Aubay offre un doppio vantaggio: da un lato favorisce la riduzione del gap e incrementa le possibilità di assistenza per anziani, dall’altro crea una rete globale di servizi che possono agevolare il business aziendale a livello non solo locale, ma internazionale, con il solo ausilio della piattaforma.
Si crea così uno scenario applicativo a doppia entrata. Per un verso, viene facilitato l’utilizzo di tecnologie assistive della piattaforma per agevolare l’accesso ai siti web informativi e dispositivi dell’azienda da parte di utenti disabili e anziani (first time user); per l’altro verso, oltre che promuovere l’immagine di un’azienda attenta ai bisogni specifici del target, si favorisce la creazione di servizi mirati per anziani, incrementando il target. Il tutto viene implementato in base alle specifiche richieste aziendali attraverso un’attenta analisi, test preliminari, implementazione dei plug-in e realizzazione di servizi verticali rivolti ad utenti con scarsa dimestichezza con l’uso della tecnologia o che presentano delle disabilità.
In tale contesto Aubay sta realizzando l’implementazione dei sistemi Lucy per alcuni paesi africani primo fra tutti la Tanzania,ciò nell’ambito di un programma sostenuto dall’ITU che vede la diffusione di questi servizi per 10 paesi dell’area sud sahariana.
iPhone 5 con più RAM e un’antenna migliore

Nuovi rumors sull’ iPhone 5, confermerebbero che le componenti interne saranno migliori rispetto ad iPhone 4, a cominciare dalla memoria RAM. Un altro elemento, sinonimo di grande discussione nei mesi passati, verrà sicuramente migliorato da Apple. Stiamo parlando dell’antenna. Grazi ad un retro in metallo e ad un’impugnatura curva per via delle forme dell’iphone 5, l’antenna non verrà “disturbata”, migliorando di fatto le proprie performance. Molto probabilmente l’iphone 5 avrà una fotocamera migliore,una batteria più performante, il processore dual core A5 e più RAM. Proprio per quanto riguarda la RAM, Apple pare sceglierà di inserire un baco da 1 GB.
Con tanta RAM su IPhone 5, il dispositivo potrà gestire ancora più applicazioni in esecuzione. Un aumento di RAM potrebbe essere anche ben vista dagli sviluppatori, che si spingeranno al limite per programmare giochi all’avanguardia.
iPhone 5 arriverà sul mercato in ottobre. Apple ha in programma di presentare al mondo l’iPhone 5 nel mese di settembre, tramite un evento mediatico dedicato in cui scopriremo anche l’iOS 5.
Replica e il mascheramento dinamico dei dati, nuove soluzioni da Informatica

Informatica Corporation, (NASDAQ: INFA), il principale fornitore indipendente di software per la Data Integration, annuncia la disponibilità di nuove soluzioni: Universal Data Replication e Informatica Dynamic Data Masking.Ampliando l’attuale portafoglio di prodotti, Universal Data Replication offrirà ai clienti maggiori possibilità per soddisfare le diverse esigenze di business continuity e le necessità imposte dai big data e dall’integrazione dei dati. Informatica Dynamic Data Masking, la prima soluzione disponibile sul mercato per il mascheramento dinamico dei dati (DDM), consentirà invece l’oscuramento dei dati sensibili in tempo reale e secondo policy stabilite, soddisfacendo un’ampia serie di esigenze legate alla tradizionale sicurezza dei dati e alla privacy di questi, senza dover modificare il database o il codice sorgente dell’applicazione. La soluzione di Informatica per la replica dei datiLa replica dei dati è il processo con il quale è possibile condividere i dati in tempo reale, garantire coerenza tra fonti di dati duplicate, migliorare l’affidabilità, la tolleranza all’errore, la latenza, e la facilità di accesso. Quale parte di Informatica Platform, la nuova tecnologia di replica dei dati dell’azienda include Informatica Fast Clone, che automatizza la clonazione dei dati di un’applicazione, e Informatica Data Replication, che gestisce la cattura, il routing e la distribuzione di alti volumi di transazione di dati in real time all’interno di diversi sistemi, con un impatto minimo sul sistema sorgente. Nell’attuale scenario dei Big Data, clonare e replicare velocemente consistenti transazioni di dati in appliance analitiche di nuova generazione, tra le quali EMC Greenplum, HP Vertica, IBM Netezza e Teradata, aiuterà i clienti a trarre un maggiore valore di business dal crescente volume di dati, contenuti negli odierni sistemi transazionali quali IBM DB2, Microsoft SQL, Oracle e database legacy.
Ulteriori casi di utilizzo prevedono: la migrazione a database più veloci e meno costosi senza rischi di downtime, il mirroring dei dati operativi, che garantisce un accesso continuo nei cicli di manutenzione e aggiornamento, il data warehousing attivo con informazioni maggiormente aggiornate, e un auditing completo grazie all’analisi e alla registrazione di qualsiasi tipologia di evento.
Il mascheramento dinamico dei datiThe Ponemon Institute ha rilevato che il 90 per cento delle aziende ha sperimentato almeno una volta una violazione alla sicurezza aziendale nell’ultimo anno. Il costo di un tale episodio può essere dell’ordine di grandezza di 7,2 milioni di dollari in media, e nel 41% dei casi è la conseguenza di una negligenza interna. Le aziende non devono solo preoccuparsi di monitorare coloro che hanno l’accesso ai dati sensibili, ma devono anche proteggere in modo completo i dati da accessi non autorizzati. Il portafoglio di tecnologie per il mascheramento dei dati di Informatica, che ora comprende il mascheramento dinamico, offre una soluzione scalabile in grado di garantire la sicurezza dei dati nelle applicazioni e nei data warehouse lungo tutto il ciclo di vita.
Informatica Dynamic Data Masking utilizza regole di protezione dei dati in tempo reale per fornire un controllo ancora più granulare sui dati ai quali possono accedere gli utenti autorizzati. A tali utenti finali, quali, ad esempio, i dipendenti, i team di supporto, gli amministratori di database o gli sviluppatori è garantito un accesso completo ai dati protetti, assicurando l’accesso a informazioni personali e il mascheramento completo o parziale dei dati sensibili. Queste funzionalità riducono i rischi di violazione dei dati e garantiscono conformità alle sempre più rigide normative per la privacy dei dati (PCI DSS, HIPAA, the HITECH ACT, GLBA), senza conseguenze sulla produttività dell’utente, sui dati sottostanti, sulla struttura del database o sulle performance delle query.
“Le nuove soluzioni ampliano il mercato di riferimento di Informatica, incrementando la nostra leadership nella data integration. Diversi clienti hanno già adottato la soluzione di replica dei dati, con l’obiettivo di trarre il valore di business nascosto dall’enorme quantità di dati generata quotidianamente da molteplici sistemi eterogenei. Informatica è a tutti gli effetti in grado di esprime il potenziale racchiuso dai Big Data,” commenta Fredi Agolli, country manager di Informatica Software Italia. Recentemente, Informatica ha acquisito WisdomForce Technologies, azienda all’avanguardia nella Data Replication, che vanta oltre 100 clienti tra i quali CVS, Dressbarn, BANCAJA, Caixa de Cataluña Bank, Fortis, Lafarge e Ross Stores.
Informatica Dynamic Data Masking si basa sulla tecnologia sviluppata da ActiveBase, pioniere nel mascheramento dinamico dei dati. ActiveBase è stata acquisita da Informatica a luglio 2011. Nel 2010 Gartner ha riconosciuto ActiveBase quale “Cool Vendor” per la sicurezza delle applicazioni.
L’Aquila rinasce anche con l’aiuto di Google

Se L’Aquila chiama Google risponde; lo fa mettendo a disposizione la tecnologia a favore di chi ha voglia di rinnovare e di rinnovarsi proprio come L’Aquila ed i suoi abitanti che non si sono arresi dinnanzi al sisma che nel 2009 li ha colpiti distruggendo l’intero Paese.
In data 14 giugno è partito “Noi L’Aquila“, una progetto concreto che vede la partecipazione di Google in veste di promotore, legato alle origini ed alla storia della città de L’Aquila.
La tecnologia offre aiuto alla gente, entra nei loro cuori con un progetto umanitario e di solidarietà “per non dimenticare” e proprio grazie ad essa e a strumenti d’avanguardia si apre la strada ad una possibilità concreta per aiutare L’Aquila a ricostruire l’immagine simbolo dell’identità del Paese e dei suoi cittadini.
Google sta dando prova di grande umanità e forte spirito di collaborazione con questo progetto di ricostruzione della memoria de L’Aquila. Un progetto che vede anche la partecipazione di altri Paesi, in quanto “progetto internazionale“, per tutti quanti hanno il desiderio di dare un contributo vero, reale, simbolo di solidarietà e di rispetto per una tragedia che potrebbe colpirci tutti quanti a prescindere dallo Stato o nazione.
Google si identifica nello specifico attraverso la piattaforma virtuale powered by Google www.NoiLaquila.it , un mezzo a disposizione di tutti gli utenti per rappresentare L’Aquila attraverso immagini e racconti, affinchè il terremoto del 2009 resti un ricordo, ma resti anche e soprattutto un punto di inizio su cui ricostruire l’esistenza dei cittadini e del Paese.
Un progetto gratuito per tutti e dove è possibile usufruire di strumenti quali Google Sketch Up e Google Building Marker per poter conoscere, vedere, verificare, toccare quasi con mano i nuovi mattoni su cui si poseranno le nuove costruzioni.
Collaborano a questa iniziativa anche le autorità cittadine e le comunità locali, e Google con loro. Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono decisamente nobili, ovvero “non dimenticare L’Aquila“, affinchè anche le nuove generazioni sappiano coinvolgere in questo l’intera comunità web partendo da una realtà virtuale che è resa sempre piu’ concreta.

Le immagini hanno un ruolo fondamentale in questo progetto, perchè raccontano quello che il Paese era ma raccontano anche la forza di un Paese che non si spezza, cade ma si rialza e trova una nuova identità.
Google è pronto a sottolineare la forza di una comunità che mai si è arresa alla sciagura, che ha pianto lacrime di dolore, è vero, ma non ha esitato un solo attimo a rialzarsi.
Decisamente toccante il tour virtuale che realizza la possibilità, sempre grazie alle immagini, di vedere l’evolversi del progetto ma che serve soprattutto a riscattare L’Aquila nel settore turismo.
A disposizione, sempre per mezzo di Google, la tecnologia 3D, sempre in forma gratuita per tutti coloro che mai se ne sono andati da L’Aquila e per tutti coloro che ci sono ritornati, ma anche per tutti coloro che arrivano per la prima volta e vogliono dare il loro contributo.
E’ possibile infatti partecipare all’iniziativa nella struttura installata proprio al centro della città dotata di schemi LCD nonchè di postazioni per pc, creata appositamente per dare prova del progetto e permettere alle persone di rivivere la vera storia de L’Aquila attraverso i sapori della storia e delle origini che lì all’ Aquila sono rimaste e non se andranno mai.


Versione sbloccata dell’iPhone 4: Apple la venderà all’interno dei suoi Apple Stores

E’ arrivata la conferma ufficiale: dopo i rumors e le indiscrezioni di qualche giorno fa, Apple venderà all’interno dei suoi Apple Stores una versione sbloccata dell’iPhone 4, limitatamente però alla sola versione GSM. Esclusa quella CDMA, legata a Verizon.
La versione da 16 GB di iPhone 4 costerà 649 dollari, mentre il prezzo del modello 32 GB sarà di 749 dollari contro i 199 e 299 dollari, rispettivamente, delle versioni legate ad un contratto con operatore telefonico (come AT&T e Verizon).
La scelta sembra dettata dalla possibilità di incentivare le vendite (che secondo gli ultimi e più recenti dati sono stazionarie o in leggera crescita) dello smartphone di Cupertino: il target di riferimento sembrerebbe rappresentato sopratutto da quella categoria di utenti che viaggiano spesso, per motivi di lavoro o altro, al di fuori degli Stati Uniti, che in questo modo, potrebbero beneficiare della possibilità di scegliere quale SIM e contratto utilizzare, svincolandosi dagli operatori tradizionali. Ugualmente anche gli utenti di altre Paesi potrebbero trarre vantaggio dalla novità, che si traduce in un risparmio (in termini monetari) nei paesi dove iPhone 4 costa di più rispetto a questa versione made in USA
