<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Technology Revolution</title>
	<atom:link href="http://technologyrevolution.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://technologyrevolution.it</link>
	<description>Il Magazine dedicato alla Tecnologia, alla Ricerca e all&#039;Innovazione</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Aug 2010 14:53:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Ultra Trail: fra scienza e sport</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[convegno medico]]></category>
		<category><![CDATA[Courmayeur]]></category>
		<category><![CDATA[endurance trail]]></category>
		<category><![CDATA[Tor des Géants]]></category>
		<category><![CDATA[Ultra Trail]]></category>
		<category><![CDATA[Valle d’Aosta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=251</guid>
		<description><![CDATA[
Si parlerà di Ultra Trail a Courmayeur l&#8217;11 settembre.
Infatti, in  occasione del Tor des Géants, primo endurance trail della Valle d’Aosta che percorrerà dal 12 al 19 settembre la regione lungo tutto il suo perimetro, sul tracciato delle alte vie numero 1 e 2, si terrà una giornata di studio, in programma sabato 11 settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Ultra trail" src="http://www.regione.vda.it/gestione/gestione_contenuti/immagine.asp?pk_immagine=8307" alt="" width="452" height="346" /></p>
<p>Si parlerà di <strong>Ultra Trail</strong> a <strong>Courmayeur</strong> l&#8217;11 settembre.</p>
<p>Infatti, in  occasione del <strong>Tor des Géants</strong>, primo <strong>endurance trail</strong> della <strong>Valle d’Aosta</strong> che percorrerà dal 12 al 19 settembre la regione lungo tutto il suo perimetro, sul tracciato delle alte vie numero 1 e 2, si terrà una giornata di studio, in programma sabato 11 settembre al Jardin de l’Ange di Courmayeur, su Ultra Trail, tra sport e scienza.<br />
Il <strong>convegno medico</strong>, voluto dall’Assessorato regionale del turismo, sport commercio e trasporti e dall’Assessorato della sanità, in collaborazione con l’Azienda Usl della Valle d’Aosta e l’Università di Verona, intende affrontare il tema della<strong> resistenza fisica alla fatica</strong> e allo sforzo in ambiente montano, sulla scorta degli esperimenti realizzati l’anno scorso sui quattro volontari che hanno partecipato all’edizione zero del Tor e di altre esperienze simili.<br />
Nella mattinata di sabato alla tavola dei relatori si alterneranno il Pietro Trabucchi, che ha partecipato all’edizione zero, e Federico Schena dell’Università di Verona, Guido Giardini e Marco Cavana dell’ambulatorio di montagna dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, Maurizio Ferrini e Igor Angelini del Servizio di medicina dello sport dell’Usl valdostana. Il pomeriggio sarà invece dedicato in particolare ad informare gli atleti che dal giorno dopo si affronteranno nell’endurance trail sulle conoscenze pratiche emerse dalle ricerche effettuate.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/&amp;title=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/&amp;title=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/&amp;t=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0ASi%20parler%C3%A0%20di%20Ultra%20Trail%20a%20Courmayeur%20l%2711%20settembre.%0D%0A%0D%0AInfatti%2C%20in%20%C2%A0occasione%20del%20Tor%20des%20G%C3%A9ants%2C%20primo%20endurance%20trail%20della%20Valle%20d%E2%80%99Aosta%20che%20percorrer%C3%A0%20dal%2012%20al%2019%20settembre%20la%20regione%20lungo%20tutto%20il%20suo%20perimetro%2C%20sul%20tracciato%20delle%20alte%20vie%20numero%201%20e%202%2C%20si%20terr%C3%A0%20una%20giornata%20di" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/&amp;title=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/&amp;title=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Ultra+Trail%3A+fra+scienza+e+sport+-+http://b2l.me/ak7gau&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/08/26/ultra-trail/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tegola fotovoltaica: funziona ma non si vede</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie alternative]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[impianti fotovoltaici]]></category>
		<category><![CDATA[tegola fotovoltaica]]></category>
		<category><![CDATA[tegole fotovoltaiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=248</guid>
		<description><![CDATA[
Nel quadro del programma Ue 2007/2013, alla voce “fonti di energia rinnovabili e alternative” si contano 528 milioni di euro di finanziamenti, parte dei quali destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici.
Non mancano quindi le risorse e, di conseguenza, le prospettive di risparmio energetico nonché economico, se si pensa che, secondo una previsione dell’assessorato all’Industria della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="tegola fotovoltaica" src="http://www.archistyle.it/gallery/tegola-solare/tegola-energia-solare.jpg" alt="" width="461" height="506" /></p>
<p>Nel quadro del programma Ue 2007/2013, alla voce “fonti di energia rinnovabili e alternative” si contano 528 milioni di euro di finanziamenti, parte dei quali destinati alla realizzazione di<strong> impianti fotovoltaici</strong>.</p>
<p>Non mancano quindi le risorse e, di conseguenza, le prospettive di risparmio energetico nonché economico, se si pensa che, secondo una previsione dell’assessorato all’Industria della Regione Siciliana, sarebbero oltre 2mila i posti di lavoro da impiegare nel settore. Quella del <strong>fotovoltaico</strong> è una realtà nuova che sembra avere tutte le carte in regola per affermarsi &#8211; a detta degli esperti &#8211; come un’alternativa valida per la produzione di energia, portando più benefici e che svantaggi. Ma c’è di più: data la criticità del territorio italiano (il 46% è sottoposto a vincoli storico-paesaggistici), l’integrazione architettonica del fotovoltaico diventerebbe indispensabile per il rispetto ambientale. A correre in aiuto arrivano le <strong>tegole fotovoltaiche</strong>, un sistema secondo cui la cella è inglobata all’interno dell’elemento architettonico, la tegola appunto, in modo da generare energia e non intaccare l’assetto estetico.</p>
<p>Se n’è parlato in occasione del seminario tecnico promosso dalla Fondazione degli Ingegneri di Catania, prevista nell’ambito dei seminari dell’innovazione rivolto all’aggiornamento dei professionisti: «Parliamo di una realtà divenuta ormai indispensabile – ha affermato il presidente della Fondazione Santi Maria Cascone – non può esistere progettazione che non ne tenga conto, soprattutto come soluzione alternativa nei centri storici, dove l’impatto visivo assume una rilevanza maggiore». Si tratta di un mercato in rapida crescita che mira a tagliare il traguardo di 3000 MW installati entro il 2016: «Il <strong>fotovoltaico integrato</strong> può sostituire del tutto il componente edilizio – ha sottolineato Mauro Spagnolo dell’Università La Sapienza di Roma – nonostante il costo sia maggiore di 1/3 rispetto al tradizionale. A tal proposito ritengo che sia compito dello Stato informare, incentivare, ponendo i giusti limiti normativi e qualitativi, e colmando il margine di differenza dei costi favore dei privati».</p>
<p>Dallo sgravio fiscale superiore, alle tariffe incentivanti al perfetto<strong> isolamento termico</strong> con cui si riducono i consumi per il riscaldamento e il raffrescamento: questi alcuni dei tempi affrontati nel corso del seminario, i cui lavori sono stati introdotti dal segretario della Fondazione Alfio Grassi. Sono inoltre intervenuti il segretario dell’Ordine degli Ingegneri etnei Aldo Abate, l’amministratore delegato e il capo area della Tegola Canadese spa, rispettivamente Fulvio Cappelli e Tommaso Pietropaolo.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/&amp;title=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/&amp;title=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/&amp;t=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0ANel%20quadro%20del%20programma%20Ue%202007%2F2013%2C%20alla%20voce%20%E2%80%9Cfonti%20di%20energia%20rinnovabili%20e%20alternative%E2%80%9D%20si%20contano%20528%20milioni%20di%20euro%20di%20finanziamenti%2C%20parte%20dei%20quali%20destinati%20alla%20realizzazione%20di%20impianti%20fotovoltaici.%0D%0A%0D%0ANon%20mancano%20quindi%20le%20risorse%20e%2C%20di%20conseguenza%2C%20le%20prospettive%20di%20risparmi" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/&amp;title=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/&amp;title=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Tegola+fotovoltaica%3A+funziona+ma+non+si+vede+-+http://b2l.me/akmuaz&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/07/14/tegola-fotovoltaica-funziona-ma-non-si-vede/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Eventi naturali: questo il rischio per l&#8217;Italia</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[eventi di frane]]></category>
		<category><![CDATA[eventi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[inondazioni]]></category>
		<category><![CDATA[rischio eventi naturali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=245</guid>
		<description><![CDATA[
Un pericolo sparso su tutto il territorio, che vede particolarmente colpite le Regioni Trentino Alto Adige, Campania, Sicilia e Piemonte. Lo rileva il catalogo storico di eventi di frane e inondazioni realizzato dall’Irpi-Cnr di cui si è parlato nel Convegno organizzato dal Dipartimento terra e ambiente del Cnr in corso oggi a Roma e dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="rischio idrogeologico" src="http://qui.uniud.it/notizieEventi/studio/articolo.2009-01-09.8101486690/foto" alt="" width="300" height="296" /></p>
<p>Un pericolo sparso su tutto il territorio, che vede particolarmente colpite le Regioni Trentino Alto Adige, Campania, Sicilia e Piemonte. Lo rileva il catalogo storico di <strong>eventi di frane</strong> e <strong>inondazioni</strong> realizzato dall’Irpi-Cnr di cui si è parlato nel Convegno organizzato dal Dipartimento terra e ambiente del Cnr in corso oggi a Roma e dove sono stati presentati anche le attività e i risultati degli studi Cnr sui rischi naturali</p>
<p>I problemi connessi al rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più gravi e preoccupanti per il nostro Paese. E rappresentano un problema di grande rilevanza sia per il numero di vittime sia per i danni causati alle infrastrutture, come confermano anche i dati raccolti in un catalogo storico con informazioni di eventi con danni diretti alla popolazione dal 671 d.C e aggiornato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr.</p>
<p>Se ne è parlato oggi a Roma, presso la sede del Cnr, nel corso della Giornata di studio ‘La ricerca del Cnr per il sistema nazionale di Protezione civile’ organizzata dal Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Consiglio nazionale delle ricerche e a cui hanno partecipato tra gli altri il Presidente del Cnr, Luciano Maiani, il Vice Capo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis e Giuseppe Cavarretta, direttore del Dta-Cnr, oltre ai ricercatori del Cnr che si occupano di eventi catastrofici.</p>
<p>“Abbiamo utilizzato questo catalogo storico, unico nel suo genere”, “spiega Fausto Guzzetti, direttore dell’Irpi-Cnr, “per aggiornare le statistiche nazionali sulla probabilità che un evento di frana e inondazione causi un dato numero di vittime e abbiamo prodotto per la prima volta delle statistiche a livello regionale”.</p>
<p>Sebbene il pericolo frane e inondazioni colpisca un po’ tutto il territorio &#8211; dal 1950 al 2008 le vittime di eventi franosi in tutto il territorio nazionale sono state oltre 6380 e quelle delle alluvioni oltre 269, &#8211; le regioni più esposte sono il Trentino Alto Adige e la Campania.</p>
<p>Prendendo in considerazione gli ultimi 60 anni il Trentino si trova al primo posto per numero di vittime (675), dovute a 198 eventi franosi. In Campania 231 eventi con 431 vittime; sempre nello stesso periodo di tempo gli eventi franosi in Sicilia sono stati 33 con 374 vittime. Il Piemonte ha avuto 88 eventi franosi e 252 vittime. Un discorso a parte il Veneto dove, nel 1963, un solo evento (quello del Vajont) causò più di 1700 vittime.</p>
<p>Se si passa a considerare gli eventi di inondazioni le Regioni più interessate sono Piemonte (73 eventi alluvionali e 235 vittime); Campania (59 eventi e 211 vittime); Toscana (51 eventi e 456 vittime: un numero caratterizzato dalla inondazione dell’Arno del 1966) e Calabria ( 37 eventi e 517 vittime).</p>
<p>“Oltre a questo catalogo storico”, aggiunge Guzzetti,” abbiamo compilato un catalogo nazionale e stiamo lavorando a una serie di cataloghi regionali su eventi di pioggia che hanno prodotto frane: Ad oggi ci sono informazioni su 1025 eventi che serviranno per valutare la stima di soglia pluviometrica per l’innesco di movimenti franosi.</p>
<p>Nel Convegno di oggi è stato inoltre illustrato il contributo del Cnr nell’ambito dei più recenti eventi naturali catastrofici.</p>
<p>“Per quanto riguarda il terremoto avvenuto all’Aquila, per esempio, il contributo del Cnr”, spiega il direttore Giuseppe Cavarretta, “è stato utile per il Dipartimento della Protezione Civile che ha potuto contare sui ricercatori dell’Ente: “il giorno stesso del sisma eravamo già sul luogo e abbiamo immediatamente operato sotto il coordinamento della Protezione Civile”.</p>
<p>Il contributo tecnico-scientifico, poi, è stato utile soprattutto nella fase successiva al sisma per la localizzazione dei siti più idonei alla riedificazione. “Abbiamo fornito informazioni su come si sia modificata la topografia dell’area interessata”, continua il Direttore Dta-Cnr “e dati sulla microzonazione sismica al fine di identificare le aree più adatte alla ricostruzione degli edifici. Questo perché, come noto, esistono punti in una stessa area maggiormente soggetti al danno poiché rilasciano in maniera più violenta l’energia sismica accumulata dalle formazioni geologiche argillose che possono essere presenti nel sottosuolo”.</p>
<p>E anche per la recente eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull con il conseguente problema delle ceneri nei cieli europei il Dipartimento ha fornito la sua consulenza. Inoltre su un aereo dell’Aeronautica Militare si sta montando un’apparecchiatura in grado di ottenere misure dirette della densità di particelle di origine vulcanica in atmosfera per consentire alle Autorità preposte di decidere se si può volare oppure no sulla base di dati più attendibili rispetto ai modelli matematici fino ad ora utilizzati.</p>
<p>“Dal Vice capo del Dipartimento della Protezione Civile”, conclude Cavarretta, “è venuta una manifestazione di grande soddisfazione per il lavoro svolto e una sollecitazione a una ancor maggiore integrazione del Cnr nel sistema nazionale di protezione civile, sia per la mitigazione del rischio sia per la partecipazione alle operazioni nelle aree di emergenza”.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/&amp;title=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/&amp;title=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/&amp;t=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0AUn%20pericolo%20sparso%20su%20tutto%20il%20territorio%2C%20che%20vede%20particolarmente%20colpite%20le%20Regioni%20Trentino%20Alto%20Adige%2C%20Campania%2C%20Sicilia%20e%20Piemonte.%20Lo%20rileva%20il%20catalogo%20storico%20di%20eventi%20di%20frane%20e%20inondazioni%20realizzato%20dall%E2%80%99Irpi-Cnr%20di%20cui%20si%20%C3%A8%20parlato%20nel%20Convegno%20organizzato%20dal%20Dipartimento%20terra" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/&amp;title=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/&amp;title=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Eventi+naturali%3A+questo+il+rischio+per+l%27Italia+-+http://b2l.me/akqw3g&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/eventi-naturali-questo-il-rischio-per-litalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Cnr si fa valutare</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cnr]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cnr si fa valutare]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca cnr]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione cnr]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=243</guid>
		<description><![CDATA[
Per la prima volta la rete scientifica dell’Ente è stata sottoposta ad uno screening effettuato da valutatori esterni, con una rilevante componente internazionale. La valutazione media è risultata molto buona, come la capacità di attrazione dei fondi esterni
26 Panel composti da 150 scienziati, di cui 60 stranieri provenienti da istituzioni europee, hanno valutato la produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="cnr" src="http://www.lnf.infn.it/conference/wuta08/images/loghi/logo_cnr_300.jpg" alt="" width="300" height="279" /></p>
<p>Per la prima volta la rete scientifica dell’Ente è stata sottoposta ad uno screening effettuato da valutatori esterni, con una rilevante componente internazionale. La valutazione media è risultata molto buona, come la capacità di attrazione dei fondi esterni</p>
<p>26 Panel composti da 150 scienziati, di cui 60 stranieri provenienti da istituzioni europee, hanno valutato la produzione scientifica e brevettuale, le attività di technology transfer, le infrastrutture materiali e le risorse di personale della rete scientifica del Consiglio nazionale delle ricerche del quinquennio 2004/2008.</p>
<p>Gli obiettivi della valutazione sono stati: individuare i punti di forza e di debolezza degli Istituti, al fine di potenziarli e di correggere eventuali carenze; giudicare l’opportunità della loro attuale collocazione all’interno dei Dipartimenti; vagliare possibili aggregazioni; stabilire un ranking di massima.</p>
<p>Il panel ha classificato la rete scientifica in due sezioni: A (Scienze, Medicina, Ingegneria, Economia), composta da 87 Istituti di 8 Dipartimenti, e B (Scienze Umanistiche, Sociali, Giuridiche), che comprende 20 Istituti di 3 Dipartimenti. I parametri utilizzati per la valutazione sono stati: le pubblicazioni, la promozione e diffusione scientifica e tecnologica, le attività editoriali, i brevetti (solo per la sezione A), le attività educative, i progetti e contratti e le infrastrutture.</p>
<p>La valutazione mostra come gli Istituti siano in buona salute sia dal punto di vista dei risultati scientifici ottenuti, sia da quello della capacità di attrazione dei fondi esterni. La valutazione media risultante dai Panel di area è infatti molto positiva: un punteggio di circa 73/100 per gli Istituti della sezione A e di 82/100 per quelli della sezione B. “La differenza tra questi due valori”, spiega il Panel generale, “non è significativa, essendo associata principalmente a differenze nel metro di valutazione”.</p>
<p>49 Istituti della sezione A (il 56%) e 8 Istituti nella sezione B (40%) si sono classificati con un punteggio pari o superiore alla media, mentre 20 Istituti della sezione A (ossia il 23%) e 12 Istituti della sezione B (33%) hanno ottenuto un punteggio finale, cioè dopo l’omogeneizzazione operata dal Panel generale, maggiore o uguale a 80, che li colloca in un’area che può considerarsi di assoluta eccellenza.</p>
<p>Particolarmente soddisfacente appare la capacità di attrazione di risorse esterne da parte degli istituti del Cnr (definita come rapporto tra fondi esterni e fondi totali, inclusi i costi del personale) che è risultata pari al 30% per la sezione A e al 17% per la sezione B. Si confermano quindi le indicazioni del VI e VII Programma Quadro dell’Unione Europea nei quali, come percettore di finanziamenti, il Cnr si è classificato al primo posto in Italia e al quinto a livello europeo (quarto, se si considera il numero di progetti approvati) tra gli Enti pubblici di ricerca dell’Ue.</p>
<p>“I risultati complessivi”, sottolinea Luciano Maiani, presidente del Cnr, “sono ampiamente positivi, in particolare quelli stilati dalla componente europea del Panel, che hanno evidenziato il livello internazionale dell’Ente. I panelisti stranieri sono rimasti sorpresi nel constatare lo stato della ricerca nei nostri Istituti: migliore di quella descritta dai giornali scientifici stranieri. I nostri Istituti hanno la capacità di svolgere un ruolo di leadership nel campo della ricerca italiana e questa valutazione sarà un’importante base di partenza per pianificare le strategie future e un incentivo per i soggetti finanziatori (Ministeri, Regioni e imprese) a investire nel Cnr”.</p>
<p>Nelle proprie conclusioni, il Panel generale ha espresso l’opinione che venga riaffermato il ruolo del Cnr come motore della ricerca nazionale, promotore di interventi in settori strategici che coinvolgano anche Università e organizzazioni industriali e territoriali.</p>
<p>Dal punto di vista operativo ogni Istituto è stato valutato da due o tre Panel distinti. “Nei due terzi la valutazione dei diversi Panel di Area differiva di meno del 20% e per questi casi si è provveduto semplicemente a fare la media aritmetica”, spiega Gianfranco Chiarotti, Professore emerito dell’Università di Roma Tor Vergata e coordinatore del Panel generale. “Per il terzo rimanente il Panel generale, dopo aver esaminato la documentazione e ascoltato i coordinatori dei Panel coinvolti, ha stilato la valutazione finale, accompagnandola con una breve nota esplicativa”.</p>
<p>L’eterogeneità disciplinare “ha comportato una certa difficoltà comparativa specie tra aree culturali diverse”, conclude il prof. Chiarotti. “Per questo, nella relazione finale, gli Istituti sono stati ordinati per Dipartimento, dove le affinità scientifiche permettono una migliore valutazione comparativa”.</p>
<p>L’esame ha messo infine in evidenza il problema del sostegno alla ricerca di base, per la quale il Panel generale suggerisce di ricorrere, almeno inizialmente e nelle aree riconosciute come prioritarie, al sistema degli overhead: cioè al prelevamento di una parte degli introiti ricavati dai contratti esterni. Tale sistema è largamente diffuso a livello internazionale e ha dato in generale ottimi risultati.</p>
<p>La Relazione finale del Panel generale e le considerazioni da parte del Consiglio di amministrazione sono consultabili all’indirizzo</p>
<p>http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Attivita/ValutazioneIstituti.html</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/&amp;title=Il+Cnr+si+fa+valutare" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/&amp;title=Il+Cnr+si+fa+valutare" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/&amp;t=Il+Cnr+si+fa+valutare" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Il+Cnr+si+fa+valutare&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0APer%20la%20prima%20volta%20la%20rete%20scientifica%20dell%E2%80%99Ente%20%C3%A8%20stata%20sottoposta%20ad%20uno%20screening%20effettuato%20da%20valutatori%20esterni%2C%20con%20una%20rilevante%20componente%20internazionale.%20La%20valutazione%20media%20%C3%A8%20risultata%20molto%20buona%2C%20come%20la%20capacit%C3%A0%20di%20attrazione%20dei%20fondi%20esterni%0D%0A%0D%0A26%20Panel%20composti%20da%20150%20scie" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/&amp;title=Il+Cnr+si+fa+valutare" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/&amp;title=Il+Cnr+si+fa+valutare" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Il+Cnr+si+fa+valutare+-+http://b2l.me/akqw3h&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/il-cnr-si-fa-valutare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Missione simulata Mars 500</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 11:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cnr]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto di Fisiologia Clinica]]></category>
		<category><![CDATA[missione Mars 500]]></category>
		<category><![CDATA[missione simulata Mars 500]]></category>
		<category><![CDATA[missione su marte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=240</guid>
		<description><![CDATA[
Il Centro pisano composto da Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), Scuola Superiore Sant’Anna e Università di Pisa rileverà gli effetti della missione simulata Mars 500 sull’asse cuore-cervello-polmoni degli astronauti. Le ‘cavie’, tra cui l’italo-colombiano Diego Urbina, vivranno da oggi in isolamento per 520 giorni: i ricercatori monitoreranno ecg, cortisolo, funzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="marte" src="http://ksjtracker.mit.edu/wp-content/uploads/2009/03/mars500volunteers.jpg" alt="" width="400" height="306" /></p>
<p>Il Centro pisano composto da<strong> Istituto di Fisiologia Clinica</strong> del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), Scuola Superiore Sant’Anna e Università di Pisa rileverà gli effetti della<strong> missione simulata Mars 500</strong> sull’asse cuore-cervello-polmoni degli astronauti. Le ‘cavie’, tra cui l’italo-colombiano Diego Urbina, vivranno da oggi in isolamento per 520 giorni: i ricercatori monitoreranno ecg, cortisolo, funzioni cognitive ed emotive</p>
<p>Misurare lo stress tramite un inedito mix di esami (dall’analisi della scrittura all’elettroencefalogramma, dalla rilevazione dei livelli di cortisolo fino all’ecocardiografia) e ridurne gli effetti senza ricorrere a terapie farmacologiche. La missione spaziale simulata verso Marte, che ‘parte’ oggi dall’Istituto per i problemi biomedici di Mosca (Ibmp), affida ai ricercatori del Centro Extreme di Pisa &#8211; composto da ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa &#8211; la delicatissima rilevazione clinica degli effetti dello stress sull’asse cuore-cervello-polmoni degli astronauti. Il team pisano intende affinare le procedure per la misurazione oggettiva dello stress individuale e valutarne le possibili contromisure: se avvalorate scientificamente, tali tecniche potrebbero nel prossimo futuro essere applicate anche sui pazienti comuni.</p>
<p>‘Cavie’ d’eccezione, i sei astronauti volontari (tra cui l’italo-colombiano Diego Urbina) per 520 giorni vivranno confinati negli spazi angusti del simulatore russo Nek, tra le cabine dell’equipaggio, il bagno, la cucina e la piccola area comune: senza contatti diretti con l’esterno e senza possibilità d’uscita. Una sorta di ‘grande fratello’ spaziale che rappresenta il terzo e decisivo momento del progetto Mars 500, iniziato due anni orsono.</p>
<p>L’esperimento di confinamento prolungato degli astronauti, organizzato dall’Ente spaziale russo e dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea) questa volta riprodurrà in tutto e per tutto la missione spaziale verso Marte (idealmente programmata per il 2020), escludendo qualunque forma di contatto con il mondo esterno tranne le comunicazioni radio che – rispettando quanto avverrebbe nella realtà – avranno comunque un ritardo di circa venti minuti.</p>
<p>Oltre ai 250 giorni del viaggio d’andata e ai 240 del ritorno, tre dei sei astronauti dovranno sobbarcarsi ulteriori 30 giorni, simulando la discesa e il soggiorno sulla superficie del Pianeta Rosso sull’apposito modulo spaziale collegato alla navicella. I rischi non sono banali: l’ambiente ‘marziano’ riprodotto dagli scienziati russi è realistico per atmosfera, temperatura, illuminazione e pressione (fa eccezione la gravità); malfunzionamenti o rotture delle tute spaziali metterebbero a repentaglio la vita stessa dei volontari.</p>
<p>“In queste condizioni il gruppo di ricerca pisano è chiamato a misurare oggettivamente la vulnerabilità allo stress dell’equipaggio e, contestualmente, verificare sul campo contromisure non farmacologiche che possano migliorare la resa degli individui alla pressione psicologica”, spiega Remo Bedini dell’Ifc-Cnr. Sono previste otto sessioni di esperimenti: una all’inizio, una alla fine e sei durante il viaggio. “In particolare, i ricercatori effettueranno rilevazioni elettroencefalografiche con dispositivi portatili a 32 canali per misurare la cosiddetta Sleep Slow Oscillation (Sso), l’onda madre del sonno ad onde lente (il sonno ristoratore). Specifici test clinici saranno condotti per misurare i livelli di cortisolo, ormone correlato allo stress: dalle urine si otterrà la misura del cortisolo tonico, dalla saliva quello fasico”.</p>
<p>L’equipaggio sarà poi sottoposto dai ricercatori del Centro Extreme a esami psicometrici per la valutazione di alcune funzioni cognitive ed emotive. “Un altro obiettivo è misurare la ‘frattalità del pensiero’ degli astronauti, analizzando i testi scritti da loro stessi durante la missione”, prosegue Antonio L’Abbate, professore ordinario alla Scuola Superiore Sant’Anna e direttore del Centro Extreme. “Indipendente dalla lingua, dal mezzo utilizzato per la scrittura e dal senso complessivo del testo, il test potrebbe confermare come la distanza temporale e la frequenza di scrittura di certe parole possa rendere una misura oggettiva dello stress senza dover ricorrere a ulteriori indagini cliniche”. Gli esami saranno monitorati in tempo reale: gli astronauti &#8211; unica concessione &#8211; dispongono di un portello ‘pass trough’ per passare i campioni all’esterno durante il viaggio.</p>
<p>Per quanto riguarda gli antidoti allo stress, il Centro Extreme sta conducendo specifiche ricerche che potrebbero trovare a Mosca importanti conferme. Sotto indagine ci sono gli effetti delle stimolazioni elettriche al cervello. “Se la misurazione dello stress e l’efficacia delle contromisure si rivelassero corrette”, conclude Angelo Gemignani, del Dipartimento di Scienze Fisiologiche dell’Università, “l’esperimento di Mars 500 spalancherebbe le porte alla determinazione dei profilo di rischio dei singolo individui, fornendo un contributo essenziale alla moderna medicina predittiva: per le persone impegnate in attività estreme come pompieri, militari, addetti alla protezione civile ma con ricadute positive per tutti i cittadini”.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/&amp;title=Missione+simulata+Mars+500+" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/&amp;title=Missione+simulata+Mars+500+" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/&amp;t=Missione+simulata+Mars+500+" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Missione+simulata+Mars+500+&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0AIl%20Centro%20pisano%20composto%20da%20Istituto%20di%20Fisiologia%20Clinica%20del%20Consiglio%20Nazionale%20delle%20Ricerche%20%28Ifc-Cnr%29%2C%20Scuola%20Superiore%20Sant%E2%80%99Anna%20e%20Universit%C3%A0%20di%20Pisa%20rilever%C3%A0%20gli%20effetti%20della%20missione%20simulata%20Mars%20500%20sull%E2%80%99asse%20cuore-cervello-polmoni%20degli%20astronauti.%20Le%20%E2%80%98cavie%E2%80%99%2C%20tra%20cui%20l%E2%80" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/&amp;title=Missione+simulata+Mars+500+" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/&amp;title=Missione+simulata+Mars+500+" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Missione+simulata+Mars+500++-+http://b2l.me/aknu3m&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/missione-simulata-mars-500/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cultura dell&#8217;innovazione in Italia</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 11:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione in italia]]></category>
		<category><![CDATA[La cultura dell'innovazione in Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=238</guid>
		<description><![CDATA[
Il Rapporto La cultura dell&#8217;innovazione in Italia delinea un quadro in chiaroscuro del nostro rapporto con la tecnologia. Siamo convinti che aiuti, ma anche prudenti e, in grande maggioranza, contrari a ogm e nucleare. Informati su web ed energie, però non su nanotech, clonazione e farmaci intelligenti. Il contatto umano? Prevale. E la donna è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="innovazione" src="http://softeconomy.files.wordpress.com/2009/09/innovazione.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Il Rapporto <strong>La cultura dell&#8217;innovazione in Italia</strong> delinea un quadro in chiaroscuro del nostro rapporto con la tecnologia. Siamo convinti che aiuti, ma anche prudenti e, in grande maggioranza, contrari a ogm e nucleare. Informati su web ed energie, però non su nanotech, clonazione e farmaci intelligenti. Il contatto umano? Prevale. E la donna è considerata ‘meno tecnologica’. Nord e Sud staccati solo su alcuni aspetti</p>
<p>L&#8217;indagine sulla cultura dell&#8217;innovazione in Italia 2010 – realizzata dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr) di Roma &#8211; è al suo secondo anno di realizzazione con alcune novità: la caratterizzazione regionale, il raddoppio delle interviste (da 2000 a 4000) e la presa in esame di una sola classe d&#8217;età, 30-44 anni, particolarmente significativa per il tema.</p>
<p>Il Rapporto, realizzato in collaborazione con Cotec-Fondazione per l’innovazione tecnologica e con il mensile Wired, segnala innanzitutto che per il 70% la tecnologia è utile per conciliare vita personale e professionale e per sfruttare meglio il tempo. In un&#8217;ipotetica ‘bilancia tecnologica’ dei rischi-benefici, su dieci opzioni, presentano un saldo negativo solo OGM e nucleare, su cui è ben disposto solo il 24,5% degli uomini e il 16,7% delle donne. Per tutte le altre (energia solare e rinnovabili, internet, cellulari, medicine e nuove tecnologie mediche, treni ad alta velocità, adeguamento di tutte le tratte ferroviarie nazionali, inceneritori e termovalorizzatori) i benefici superano i rischi percepiti. Ad esempio, si conferma dallo scorso Rapporto la visione positiva dell&#8217;uso delle cellule staminali: un&#8217;occasione da cogliere per il 64%.</p>
<p>“Il concetto di innovazione è legato soprattutto a quello di sviluppo, sia per gli uomini (47,1) sia per le donne (47,8%), mentre quello di rischio è percepito come un pericolo in particolare dalle donne (44,8% contro il 38,1 dei maschi)”, spiega il direttore dell’Irpps-Cnr, Sveva Avveduto. “L’innovazione è considerata ad esempio utile per aumentare i posti di lavoro e andrebbe dunque applicata nelle imprese (17%), investendo in formazione permanente (16%) e di base (12%) ma soprattutto innovando nella società a tutti i livelli (25%)”.</p>
<p>Amplissima la maggioranza per le posizioni di cautela: oltre l&#8217;80 per cento è in disaccordo con l’immettere sul mercato prodotti e servizi innovativi a velocità eccessiva, al fine di avvantaggiare la società, e più del 70% è a favore del ‘principio di precauzione’ sull’uso delle tecnologie.</p>
<p>Ma chi deve decidere su questi temi? Prima di tutto gli scienziati, poi ‘tutti i cittadini’, a conferma della preferenza per la partecipazione diretta su quella rappresentativa, benché gli italiani si sentano ben informati solo su alcuni temi, quali la trasformazione della spazzatura in combustibile e i pannelli solari e fotovoltaici, il web 2.0, internet più avanzato e i social network (usa il web l’86% dei 30-44enni e il 96,7% di quelli occupati di alto livello). Ammettono altresì di essere poco o per nulla informati su nanotecnologie (il 72,8%), clonazione terapeutica (74,6%) e farmaci intelligenti (63,9).</p>
<p>“Il contatto umano prevale sulla tecnologia: non rinuncerebbe per una settimana a incontri gli amici il 56,3% e a sentirli al telefono il 23,1; molto più facile staccare email o sms (5,2%) e social network (3,6%)”, prosegue Adriana Valente, autrice dell’indagine. “Nell’acquisto di un prodotto telefonico, audio e video, il 48,7% identifica l’affidabilità con la notorietà del marchio e, dopo i costi, incidono le qualità ecologiche più di quelle funzionali e del design”.</p>
<p>Secondo l’83% degli italiani l’innovazione tecnologica ha migliorato la qualità di vita delle donne, ma solo il 60% pensa che migliorerà anche quella delle generazioni future. In generale, l’82% giudica la vita femminile odierna migliore di quella precedente ma appena il 48% pensa che le donne di domani avranno una vita ancora migliore.</p>
<p>“Il 92% ritiene che l’istruzione universitaria sia ugualmente importante sia per un ragazzo che per una ragazza, ma il 29% ritiene che le donne siano più adatte allo studio delle discipline umanistiche, il 25,3% che affrontino il lavoro con minore razionalità e quasi il 30% che gli uomini sfruttino meglio la tecnologia nell’ambiente di lavoro”, avverte la coautrice del rapporto, Loredana Cerbara. “Emerge insomma una immagine della donna meno ‘tecnologica’, tanto che solo il 28% è pienamente d’accordo che la tecnologia sia un’opportunità per diminuire lo svantaggio femminile nel lavoro, anzi potrebbe essere una ‘trappola’, come parrebbe dalle risposte sul rischio che la tecnologia finisca per aumentare il tempo lavorativo delle donne: il 39% è d’accordo, il 25% solo in parte, il 30% in disaccordo”.</p>
<p>Da segnalare inoltre il 29% del campione secondo cui in un momento di crisi è meglio che siano gli uomini a conservare il posto, anche se solo il 14,6% ritiene che i maschi siano ‘capi’ migliori e appena il 12,8% che siano migliori leader politici.</p>
<p>Infine, alcune specificità regionali evidenti: la suscettibilità al ‘marchio’ dei prodotti hi tech, oltre il 50% in quasi tutto il Centro-meridione; il maggior bisogno di informazione sulla tecnologia in Sardegna, Campania e Basilicata; la differenza nell’uso di internet, dove sono leader Friuli Venzia Giulia (94%), Emilia Romagna (93,5%) e Trentino Alto Adige (91,5%), mentre Campania (26,1%), Sicilia (24%) e Calabria (21,7%) sono in coda; la minor propensione a pensare che l’innovazione abbia migliorato la vita delle donne al Sud; il maggiore uso dell&#8217;home banking al Nord. Le regioni sono molto vicine, invece, nella percezione di rischi e benefici dell’innovazione, sul ruolo degli scienziati nel processo decisionale e sull&#8217;energia nucleare.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/&amp;title=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/&amp;title=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/&amp;t=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0AIl%20Rapporto%20La%20cultura%20dell%27innovazione%20in%20Italia%20delinea%20un%20quadro%20in%20chiaroscuro%20del%20nostro%20rapporto%20con%20la%20tecnologia.%20Siamo%20convinti%20che%20aiuti%2C%20ma%20anche%20prudenti%20e%2C%20in%20grande%20maggioranza%2C%20contrari%20a%20ogm%20e%20nucleare.%20Informati%20su%20web%20ed%20energie%2C%20per%C3%B2%20non%20su%20nanotech%2C%20clonazione%20e%20farmaci%20inte" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/&amp;title=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/&amp;title=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=La+cultura+dell%27innovazione+in+Italia+-+http://b2l.me/akqw3j&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/06/08/cultura-innovazione-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ricerca IBM</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 09:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca IBM]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[
Ricerca IBM: creata la mappa 3D più piccola del mondo in grado di ridurre i costi e facilitare la creazione di oggetti in nanoscala
La tecnica microscopica 3D migliora lo sviluppo di dispositivi in nanoscala
Milano, 28 aprile 2010— I ricercatori IBM hanno creato una mappa 3D della terra così piccola che mille di queste mappe potrebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="ibm" src="http://www.cultnat.org/Programs/Eternal%20Egypt/links/Documents/IBM.jpg" alt="" width="461" height="337" /></strong></p>
<p><strong>Ricerca IBM</strong>: creata la mappa 3D più piccola del mondo in grado di ridurre i costi e facilitare la creazione di oggetti in nanoscala</p>
<p>La tecnica microscopica 3D migliora lo sviluppo di dispositivi in nanoscala</p>
<p><a title="Milano" href="http://www.clappo.it/prov/milano/">Milano</a>, 28 aprile 2010— I ricercatori IBM hanno creato una mappa 3D della terra così piccola che mille di queste mappe potrebbero essere inserite in un grano di sale.* I ricercatori sono riusciti a realizzarla attraverso una tecnica innovativa che utilizza una punta in silicio &#8211; 100.000 volte più piccola di una matita dalla punta affilata &#8211; per creare modelli e strutture inferiori ai 15 nanometri con costi e complessità estremamente ridotti. Questa tecnica di “patterning” apre nuovi orizzonti allo sviluppo di dimensioni nanometriche in settori quali l&#8217;elettronica, la <a href="http://www.tecnologiablognetwork.it">tecnologia</a> dei chip del futuro, la medicina, le scienze naturali e l&#8217;optoelettronica.</p>
<p>Per dimostrare le potenzialità della tecnica, il team ha creato vari modelli tridimensionali e bidimensionali utilizzando materiali diversi per ciascuno di essi come riportato nelle riviste scientifiche “Science” e “Advanced Materials:</p>
<p>• È stata creata una copia tridimensionale alta 25 nanometri del Cervino, famosa vetta delle Alpi alta 4478 metri (14692 piedi) in vetro molecolare in scala 1:5 miliardi.**<br />
• La mappa 3D completa del mondo che misura solo 22 per 11 micrometri è stata “scritta” su un polimero. Con queste dimensioni, è possibile inserire 1000 mappe del mondo in un grano di sale. Nel plastico, mille metri di altitudine corrispondono a circa otto nanometri (nm). La mappa è composta da 500.000 pixel, ciascuno delle dimensioni di 20 nm2, ed è stata creata in soli 2 minuti e 23 secondi.<br />
• Il logo IBM 2D di dimensioni nanometriche è stato inciso nel silicio a una profondità di 400 nanometri, dimostrando in questo modo la capacità della tecnica nelle applicazioni di nano-manufatti.<br />
• Dense line patterning 15-nm 2D ad alta risoluzione.</p>
<p>La scienza dietro la tecnica</p>
<p>Il componente principale della nuova tecnica, sviluppato da un team di ricercatori IBM, è una punta di silicio sottile molto affilata di 500 nanometri di lunghezza e con una sommità di pochi nanometri.<br />
“I progressi nella nanotecnologia sono strettamente collegati all&#8217;esistenza di metodi di alta qualità e di strumenti per produrre modelli e oggetti in nanoscala sulle superfici”, spiega il Dr. Armin Knoll fisico del centro di Ricerca di Zurigo. “Con le sue funzionalità e una capacità di patterning 3D unica, questa metodologia di patterning basata sul nanotip è uno strumento potente per creare strutture molto piccole”.</p>
<p>Il tip simile a quello utilizzato nei microscopi a forza atomica è collegato a un “cantilever” pieghevole che effettua, in modo controllabile, la scansione della superficie del materiale del substrato con la precisione di un nanometro, un milionesimo di millimetro. Applicando calore e forza, il tip nanometrico è in grado di rimuovere il materiale substrato in base a pattern predefiniti, agendo come una &#8220;nanomilling&#8221; dalla precisione estremamente elevata.</p>
<p>Come avviene con una fresatrice, è possibile rimuovere una maggiore quantità di materiale per creare strutture 3D complesse con una precisione nanometrica modulando la forza o reindirizzando i singoli punti. Ad esempio, per creare la copia 3D del Cervino, sono stati successivamente rimossi 120 singoli strati di materiale dal substrato di vetro molecolare.</p>
<p>Confronto con la litografia e-beam</p>
<p>La nuova tecnica IBM raggiunge risoluzioni fino a 15 nanometri con la possibilità di arrivare anche a dimensioni inferiori. L&#8217;uso dei metodi esistenti quali la litografia e-beam*** diventa sempre più difficile per creare modelli con risoluzioni inferiori ai 30 nanometri nei quali vi sono troppe limitazioni tecniche.</p>
<p>Inoltre, rispetto ai costosi strumenti per la litografia e-beam, che richiedono diverse fasi di elaborazione e attrezzature facilmente presenti in un laboratorio, lo strumento creato dai ricercatori IBM, che può facilmente stare su un tavolo, promette capacità migliorate e risoluzioni molto alte, ma a un quinto o a un decimo del costo e con complessità inferiori.</p>
<p>Un altro vantaggio della tecnica basata sul nanotip è la capacità di valutare direttamente il modello usando lo stesso tip per creare un&#8217;immagine delle strutture scritte, come hanno dimostrato i ricercatori IBM nei loro esperimenti.</p>
<p>Le potenziali applicazioni vanno dalla prototipazione rapida di dispositivi nanometrici per i chip dei computer del futuro alla produzione di elementi ottici delle dimensioni di un micron come le lenti asferiche e le lenti per l&#8217;optoelettronica e le comunicazioni ottiche su chip.</p>
<p>Un importante passo avanti nei materiali</p>
<p>Nelle due pubblicazioni, i ricercatori descrivono la loro nuova metodologia di nanopatterning 3D per due tipi di materiali del substrato molto distinti e promettenti: un polimero definito poliftalaldeide e un vetro molecolare simile ai materiali di substrato utilizzati nelle tecniche di nanofabbricazione convenzionali, cosiddette resist. L&#8217;identificazione di questi due materiali ha rappresentato un fattore fondamentale per l’esito e l&#8217;affidabilità della tecnica.</p>
<p>L&#8217;immagine 3D mostra una punta di silicio riscaldata in nanoscala presa in prestito dal microscopio a forza atomica che rimuove il materiale da un substrato per creare una mappa 3D del mondo. Come riportato nella rivista scientifica “Advanced Materials”, i ricercatori IBM hanno utilizzato questa nuova tecnica di nanopatterning per creare la più piccola mappa del mondo in 3D, che misura solo 22 x 11 micrometri ed è stata &#8220;scritta&#8221; su un polimero, in un grano di sale entrano 1000 mappe del mondo di queste dimensioni. Nel plastico, mille metri di altitudine corrispondono a circa otto nanometri (nm). È composta da 500.000 pixel, ciascuno dei quali misura 20 nm2 ed è stata creata in soli 2 minuti e 23 secondi. (Immagine per gentile concessione di Advanced Materials).</p>
<p>Nella loro ricerca di materiali per il substrato adatti ed efficienti, i ricercatori si sono concentrati sui materiali organici che potevano essere usati come “resist”, seguendo quindi la stessa filosofia utilizzata per la tecnologia dei semiconduttori attuale, importante per un&#8217;ulteriore integrazione.</p>
<p>“Il materiale rappresentava una scelta decisiva”, spiega Jim Hedrick, ricercatore del centro di Ricerca IBM di Almaden. “Siamo stati costretti a cercare e a sintetizzare materiali che formano vetri meccanicamente temprati in grado comunque di decomporsi termicamente in unità volatili non reattive”.</p>
<p>Il vetro molecolare utilizzato per l&#8217;esperimento del Cervino comprende molecole simili a fiocchi di neve delle dimensioni di un nanometro circa aventi una forma quasi sferica. A una temperatura superiore ai 330°C, i legami di idrogeno che tengono insieme le molecole si rompono consentendo alle parti molecolari di diventare mobili e di fuoriuscire dalle superfici. Una particolare forza del materiale è quella che il vetro molecolare del campione può essere trasferito con tecniche di incisione convenzionali ad esempio al silicio che è molto comune nel settore dei semiconduttori. Il vetro molecolare era stato proposto per la prima volta alla fine degli anni Novanta da Mitsuru Ueda dell&#8217;Università di Yamagata, Giappone, per l&#8217;utilizzo come fotoresist ad alta risoluzione ed è stato in seguito sviluppato da Chris Ober della Cornell University.</p>
<p>La mappa del mondo 3D di dimensioni nanometriche è stata creata in un polimero definito poliftaldeide, originariamente sviluppato dall’IBM Fellow Hiroshi Ito negli anni Ottanta. Esposti a temperature sostanzialmente elevate, i componenti di questa molecola organica a catena si decomprimono e si suddividono in parti volatili. Una reazione autoamplificata provoca la decomposizione della molecola e quindi accelera l&#8217;intero processo di patterning dato che è ancora più veloce del movimento meccanico del tip.</p>
<p>IBM e la nanotecnologia</p>
<p>IBM è stata la prima nel settore delle nanoscienze e della nanotecnologia fin dalla creazione del microscopio a scansione a effetto tunnel (STM) che risale al 1981. Per questa invenzione, che ha consentito di rappresentare i singoli atomi e in seguito di manipolarli, i ricercatori Binnig e a Rohrer della IBM hanno vinto il Premio Nobel per la Fisica nel 1986. Il microscopio a forza atomica, un discendente dell&#8217;STM, è stato inventato da Binnig nel 1986. L&#8217;STM è considerato lo strumento che ha aperto le porte al nanomondo.</p>
<p>Nel mese di aprile di 20 anni fa, infatti, l’IBM Fellow Don Eigler ha annunciato il primo movimento controllato dei singoli atomi utilizzato nel microscopio a scansione a effetto tunnel per scandire le lettere “I B M” con 35 atomi di xeno.</p>
<p>Questi progressi storici hanno creato una solida base per la ricerca continua da parte di IBM nelle nanoscienze. Per contribuire a queste ricerche è in costruzione un nuovo laboratorio per le nanoscale presso il campus del centro di Ricerca di Zurigo. Questo centro all&#8217;avanguardia nelle nanotecnologie, che aprirà a maggio 2011, fa parte di una partnership strategica nelle nanotecnologie tra IBM Research ed ETH Zurich, una delle università tecniche leader in Europa.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/&amp;title=Ricerca+IBM" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/&amp;title=Ricerca+IBM" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/&amp;t=Ricerca+IBM" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Ricerca+IBM&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0ARicerca%20IBM%3A%20creata%20la%20mappa%203D%20pi%C3%B9%20piccola%20del%20mondo%20in%20grado%20di%20ridurre%20i%20costi%20e%20facilitare%20la%20creazione%20di%20oggetti%20in%20nanoscala%0D%0A%0D%0ALa%20tecnica%20microscopica%203D%20migliora%20lo%20sviluppo%20di%20dispositivi%20in%20nanoscala%0D%0A%0D%0AMilano%2C%2028%20aprile%202010%E2%80%94%20I%20ricercatori%20IBM%20hanno%20creato%20una%20mappa%203D%20della%20terra" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/&amp;title=Ricerca+IBM" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/&amp;title=Ricerca+IBM" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Ricerca+IBM+-+http://b2l.me/akqw3k&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/04/28/ricerca-ibm/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Emerging Companies: una rete per l’innovazione</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 15:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[rete innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[
Presso il CNR una due giorni per il centinaio circa di imprese spin off dell’Ente, già esistenti o in via di definizione. L’evento, organizzato dal Network Outreach &#38; Knowledge e dal Technology Transfer Officer, ha realizzato una giornata informativa e di discussione, con una quindicina di testimonianze dirette, e una formativa, con la lectio magistralis [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="innovazione" src="http://www.theenterprisecentre.ca/images/james-collage.png" alt="" width="380" height="318" /></p>
<p>Presso il CNR una due giorni per il centinaio circa di imprese spin off dell’Ente, già esistenti o in via di definizione. L’evento, organizzato dal Network Outreach &amp; Knowledge e dal Technology Transfer Officer, ha realizzato una giornata informativa e di discussione, con una quindicina di testimonianze dirette, e una formativa, con la lectio magistralis del presidente del Gruppo GEOX Mario Moretti Polegato</p>
<p>Giovedì 25 e venerdì 26 Marzo 2010 la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (p.le Aldo Moro, 7, Roma – Aula Convegni) ha ospitato ‘Emerging Companies’, un convegno dedicato a far conoscere e a ‘mettere a sistema’ il centinaio circa di imprese spin off, già esistenti o in via di definizione, generate da attività e risultati di ricerca del CNR. “Emergenti”, appunto, perché basate su tecnologie e conoscenze di assoluta innovazione per il mercato nazionale.</p>
<p>L’evento &#8211; organizzato da Manuela Arata, Technology Transfer Officer del CNR in collaborazione con il Network Outreach &amp; Knowledge e la società di trasferimento tecnologico del CNR Rete Ventures &#8211; si articola in una prima giornata informativa e di discussione, che metterà a confronto i ricercatori che hanno creato spin-off con imprenditori, investitori e soggetti istituzionali coinvolti nel processo di innovazione: per la prima volta, infatti, sono state censite le tante imprese nate da ricerche CNR che l’Ente intende supportare per favorirne la crescita, l’aggregazione e la presenza sul mercato. La seconda giornata vedrà i neo-imprenditori impegnati in un percorso di formazione al management, mentre ai ricercatori che aspirano a diventarlo verranno fornite le “istruzioni per l’uso” perché possano efficacemente tradurre la loro idea in un vero progetto imprenditoriale.</p>
<p>Il programma, che sarà aperto dal Presidente del CNR, Luciano Maiani, prevede una “carrellata” di testimonianze dirette di circa quindici imprese spin-off che operano in vari settori: materiali innovativi per applicazioni industriali, ambiente, multimediali per l’education, strumentazione elettromedicale, optoelettronica, nanotecnologie, diagnostica di tipo alimentare, diffusione dell’ICT nelle scienze umane e sociali. Seguiranno incontri diretti tra ricercatori, finanziatori e partner imprenditoriali, una discussione con esperti e rappresentanti delle istituzioni e il lancio del “Club d’impresa” del CNR.</p>
<p>Venerdì 26 marzo sarà invece la volta del Presidente del Gruppo GEOX Mario Moretti Polegato, che dalle 12 terrà una Lectio Magistralis sul tema “Lanciare l’impresa e i suoi marchi sul mercato”.</p>
<p>“Il potenziale di cui il CNR dispone per portare innovazione nel Paese è davvero molto alto”, afferma Manuela Arata. “Ci sono molte imprese costituite prima ancora che in Italia si parlasse di ‘spin-off’, altre originate da scissioni o fusioni societarie, più quelle in fieri, che speriamo di fare presto ‘emergere’ grazie alla recente semplificazione dei processi interni. Le imprese spin-off fanno spesso fatica a crescere: con questa iniziativa vogliamo favorire le aggregazioni, creare una rete delle aziende per rafforzarne l’impatto sul mondo produttivo e contribuire all’innovazione”.</p>
<p>Il convegno sarà anche l’occasione per lanciare la prima ‘Start Cup’ del CNR, la competizione aperta a neo-aziende e progetti di impresa volti a valorizzare e trasferire sul mercato competenze, know-how e tecnologie delle strutture CNR, in previsione della partecipazione al PNI-Premio nazionale innovazione.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/&amp;title=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/&amp;title=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/&amp;t=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0APresso%20il%20CNR%20una%20due%20giorni%20per%20il%20centinaio%20circa%20di%20imprese%20spin%20off%20dell%E2%80%99Ente%2C%20gi%C3%A0%20esistenti%20o%20in%20via%20di%20definizione.%20L%E2%80%99evento%2C%20organizzato%20dal%20Network%20Outreach%20%26amp%3B%20Knowledge%20e%20dal%20Technology%20Transfer%20Officer%2C%20ha%20realizzato%20una%20giornata%20informativa%20e%20di%20discussione%2C%20con%20una%20quindicina" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/&amp;title=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/&amp;title=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Emerging+Companies%3A+una+rete+per+l%E2%80%99innovazione+-+http://b2l.me/akqw3m&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/rete-innovazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cattolici.it: mezzo milione di pagine</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 15:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[siti cattolici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=232</guid>
		<description><![CDATA[
Quasi 30 mila siti legati alla religione cattolica: lo rileva un’indagine dell’Iit-Cnr pubblicata su “Focus .it”, la rivista del Registro .it. Il numero esce – in accordo con l’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei – per il convegno “Testimoni digitali”
Quasi 30 mila siti, più di mezzo milione di pagine, circa duemila blog. La religione cattolica è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apcom.net/bin/content_3/NewsMobile/imgs/C_3_NewsMobile_14875_foto.jpg"><img class="alignnone" title="religione" src="http://www.apcom.net/bin/content_3/NewsMobile/imgs/C_3_NewsMobile_14875_foto.jpg" alt="" width="451" height="327" /></a></p>
<p>Quasi 30 mila siti legati alla religione cattolica: lo rileva un’indagine dell’Iit-Cnr pubblicata su “Focus .it”, la rivista del Registro .it. Il numero esce – in accordo con l’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei – per il convegno “Testimoni digitali”</p>
<p>Quasi 30 mila siti, più di mezzo milione di pagine, circa duemila blog. La religione cattolica è presente con numeri significativi sui siti .it: lo conferma l’indagine condotta dai ricercatori dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) sulle parole chiave legate al cattolicesimo nei contenuti del web a targa italiana. Lo studio è pubblicato sull’ultimo numero di “Focus .it – Newsletter del Registro .it”: il periodico, edito dall’Iit-Cnr, è dedicato al rapporto tra Chiesa e Internet ed esce – in accordo con l’Ufficio per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana &#8211; in contemporanea al convegno “Testimoni digitali”, organizzato dalla stessa Cei dal 22 al 24 aprile a Roma.</p>
<p>La ricerca dell’Iit-Cnr ha evidenziato la presenza in rete di 29.496 siti .it che dedicano un certo numero di pagine ad argomenti connessi alla religione cattolica: di questi una parte notevole (18.597) conta una presenza rilevante di pagine di argomento religioso. Dal conteggio sono stati ovviamente esclusi sia i siti palesemente blasfemi (1.366), quelli riferiti alla religione in maniera impropria o non significativa (siti informativi, hotel, pubbliche amministrazioni, etc.). Ugualmente esclusi i siti con suffissi diversi (ad esempio .com o .org).</p>
<p>I ricercatori del gruppo di matematica computazionale dell’Iit-Cnr (Claudio Felicioli, Filippo Geraci e Marco Pellegrini) hanno analizzato complessivamente 2.884.000 siti partendo dai dati del Registro .it (l’organismo dell’Istituto che assegna e gestisce i domini .it): di questi, 1.600.000 (pari a quasi 32 milioni di pagine) contenevano il minimo di parole chiave legate al cattolicesimo tra quelle identificate da un gruppo di esperti e operatori del web ‘cattolico’. Sono stati poi eliminati siti e pagine dove il riferimento alla religione era fuorviante.</p>
<p>Le pagine contenenti riferimenti al cattolicesimo sul web .it sono complessivamente 562.574, pari all’1,76% del totale del campione analizzato. La percentuale, apparentemente modesta, è in realtà significativa considerando a titolo di paragone che le pagine del web .it con riferimenti alla politica, uno degli argomenti più “caldi” nella Rete italiana, sono circa 930mila (2,9%) ospitate da circa 34.500 siti, sostanzialmente pochi in più dei 29.496 “cattolici”: la differenza di pagine si deve al fatto che i siti “politici” di norma hanno più pagine.</p>
<p>Ulteriori spunti dalla classificazione geografica presa in esame da Lorenzo Luconi Trombacchi (Unità sistemi e sviluppo del Registro .it) in base alla residenza di chi ha registrato i siti. In testa la Lombardia, che conta quasi il 17% dei domini di matrice cattolica; seguono Lazio (13%), Veneto (7,77%), Campania (7,36%), Toscana (7,22%) e Sicilia (7,08%). Il risultato di Campania e Sicilia è sorprendente, poiché nella classifica sulla diffusione di Internet in Italia, elaborata dall’Iit-Cnr in base al numero dei domini .it registrati, le due regioni risultano rispettivamente al quindicesimo e terz’ultimo posto. Per quanto riguarda le province, è Roma a primeggiare (10,7% del totale) davanti a Milano (7,8%).</p>
<p>“I numeri – osserva il direttore dell’Iit-Cnr, Domenico Laforenza – testimoniano l’interesse con il quale la Chiesa cattolica guarda ai nuovi media. Anche ottant’anni fa, quando papa Pio XI inaugurò con Guglielmo Marconi la Radio Vaticana, la scienza offrì un contributo determinante nello sviluppo dei moderni sistemi di comunicazione. Oggi che Internet è una realtà consolidata, il Cnr continua ad assolvere un ruolo chiave nello sviluppo della ‘Rete che verrà’, l’Internet del futuro, dal punto di vista tecnico-scientifico e culturale”.</p>
<p>“Focus .it – Newsletter del Registro .it” pubblica ulteriori dati sul rapporto tra Chiesa e Internet. Ne emerge (fonte Weca, l’Associazione dei webmaster cattolici) come l’85,7% delle 26mila parrocchie italiane abbia già uno o più computer e il 70% sfrutti una connessione a Internet; nelle parrocchie che hanno un sito web, il 93,7% dei sacerdoti ricerca e scarica materiale per la propria attività. La ricerca internazionale Picture condotta dal prof. Lorenzo Cantoni documenta l’interesse dei religiosi verso le nuove tecnologie: il 62,4% dei sacerdoti nel mondo (il 49,5% in Italia) usa la Rete almeno una volta la settimana nell’attività pastorale; appena il 5,6% (5,9% a livello italiano) crede che i pericoli della tecnologia siano maggiori dei vantaggi che essa offre.</p>
<p>La rivista riporta infine le testimonianze sull’utilizzo di Internet in ambito religioso di don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della Cei, padre Giulio Albanese missionario e fondatore dell’agenzia di informazione Misna, don Paolo Padrini (il sacerdote-informatico che ha sviluppato applicazioni religiose per iPhone e per Facebook) e Andrea Tomasi, docente all’Università di Pisa e collaboratore del Servizio informatico della Cei.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/&amp;title=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine+" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/&amp;title=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine+" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/&amp;t=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine+" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine+&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0AQuasi%2030%20mila%20siti%20legati%20alla%20religione%20cattolica%3A%20lo%20rileva%20un%E2%80%99indagine%20dell%E2%80%99Iit-Cnr%20pubblicata%20su%20%E2%80%9CFocus%20.it%E2%80%9D%2C%20la%20rivista%20del%20Registro%20.it.%20Il%20numero%20esce%20%E2%80%93%20in%20accordo%20con%20l%E2%80%99Ufficio%20Comunicazioni%20sociali%20della%20Cei%20%E2%80%93%20per%20il%20convegno%20%E2%80%9CTestimoni%20digitali%E2%80%9D%0D%0A%0D%0AQuasi%2030%20mila%20siti%2C" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/&amp;title=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine+" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/&amp;title=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine+" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Cattolici.it%3A+mezzo+milione+di+pagine++-+http://b2l.me/akqw3n&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/siti-cattolici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel Tirreno per studiare vulcani e terremoti</title>
		<link>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/</link>
		<comments>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 14:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[vulcani terremoti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://technologyrevolution.it/?p=230</guid>
		<description><![CDATA[
Missione di ricerca sul rischio sismico e la geologia sottomarina, con la nave Urania del Cnr e la Sarmiento de Gamboa del Csic, nell’ambito del progetto europeo Medoc. Collocati alcuni sensori, anche nella tenuta presidenziale di Castelporziano
Formazione, conformazione e assetto geologico del Mar Tirreno e presenza di grandi vulcani sottomarini, come il Marsili, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="mare" src="http://i49.tinypic.com/jt10de.jpg" alt="" width="460" height="307" /></p>
<p>Missione di ricerca sul rischio sismico e la geologia sottomarina, con la nave Urania del Cnr e la Sarmiento de Gamboa del Csic, nell’ambito del progetto europeo Medoc. Collocati alcuni sensori, anche nella tenuta presidenziale di Castelporziano</p>
<p>Formazione, conformazione e assetto geologico del Mar Tirreno e presenza di grandi vulcani sottomarini, come il Marsili, che si eleva per 3.500 metri, sono al centro del progetto europeo MEDOC cui partecipano tra gli altri i ricercatori dell’Istituto di scienze marine (Ismar-Cnr) e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali (Idpa-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche. Parte centrale del progetto, la campagna oceanografica in corso nel Tirreno centrale e meridionale con la partecipazione coordinata delle navi oceanografiche Urania del Cnr e Sarmiento de Gamboa di proprietà dello spagnolo Consejo Superior de Investigaciones Cientifica (Csic).</p>
<p>Le due navi svolgono rilievi di sismica a riflessione e a rifrazione, per indagare le parti superficiali e la struttura della crosta terrestre fino ad una profondità di alcune decine di km e studiare il rischio sismico. Ad integrazione della campagna oceanografica squadre di geofisici dell’Idpa e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) hanno temporaneamente installato stazioni sismiche a terra in Sardegna e Corsica e sulla Penisola italiana: una delle stazioni di terra dell’Ingv è stata posizionata anche nella tenuta presidenziale di Castelporziano. Inoltre vengono utilizzate le stazioni permanenti della rete sismica nazionale dell’Ingv e 5 stazioni sismiche da fondo mare chiamate Ocean Bottom Seismometers/Hydrophones (OBS/H) che sono state deposte nel Tirreno meridionale, sulla direttrice che va dal Marsili all’isola di Stromboli, durante una precedente campagna con l’Urania nell’ambito di una collaborazione tra Ismar e OBS Lab di Gibilmanna del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv.</p>
<p>“Come avviene per i terremoti, la cui energia si propaga come un’onda acustica su tutto il pianeta, così si generano artificialmente impulsi acustici per studiare i primi 20-40 km di crosta terreste, ovvero lo strato in cui si generano la maggior parte dei terremoti.” spiega Nevio Zitellini dell’Ismar-Cnr di Bologna. “La nave Urania posiziona a fondo mare e poi recupera sismometri OBS, nel Tirreno, creando un ‘grande orecchio’ che è in grado di sentire e registrare gli impulsi generati artificialmente”. I sismometri da fondo mare sono stati messi a disposizione dall’ Istituto di Scienze Marine dell’Università di Kiel in Germania (Ifm-Geomar).</p>
<p>“Le risposte serviranno a comprendere da una parte i processi di generazione dei margini continentali, e a contribuire allo studio del rischio sismico nell’area italiana”, conclude Zitellini.</p>


<div class="shr-bookmarks shr-bookmarks-expand shr-bookmarks-center">
<ul class="socials">
		<li class="shr-delicious">
			<a href="http://delicious.com/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/&amp;title=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti" rel="nofollow" class="external" title="Share this on del.icio.us">Share this on del.icio.us</a>
		</li>
		<li class="shr-digg">
			<a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/&amp;title=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti" rel="nofollow" class="external" title="Digg this!">Digg this!</a>
		</li>
		<li class="shr-facebook">
			<a href="http://www.facebook.com/share.php?v=4&amp;src=bm&amp;u=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/&amp;t=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti" rel="nofollow" class="external" title="Share this on Facebook">Share this on Facebook</a>
		</li>
		<li class="shr-gmail">
			<a href="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;view=cm&amp;fs=1&amp;tf=1&amp;su=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti&amp;body=Link: http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/ (sent via shareaholic)%0D%0A%0D%0A----%0D%0A %0D%0A%0D%0AMissione%20di%20ricerca%20sul%20rischio%20sismico%20e%20la%20geologia%20sottomarina%2C%20con%20la%20nave%20Urania%20del%20Cnr%20e%20la%20Sarmiento%20de%20Gamboa%20del%20Csic%2C%20nell%E2%80%99ambito%20del%20progetto%20europeo%20Medoc.%20Collocati%20alcuni%20sensori%2C%20anche%20nella%20tenuta%20presidenziale%20di%20Castelporziano%0D%0A%0D%0AFormazione%2C%20conformazione%20e%20assetto%20geologico" rel="nofollow" class="external" title="Email this via Gmail">Email this via Gmail</a>
		</li>
		<li class="shr-googlebookmarks">
			<a href="http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add&amp;bkmk=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/&amp;title=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti" rel="nofollow" class="external" title="Add this to Google Bookmarks">Add this to Google Bookmarks</a>
		</li>
		<li class="shr-oknotizie">
			<a href="http://oknotizie.virgilio.it/post?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/&amp;title=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti" rel="nofollow" class="external" title="Share this on OkNotizie">Share this on OkNotizie</a>
		</li>
		<li class="shr-printfriendly">
			<a href="http://www.printfriendly.com/print?url=http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/" rel="nofollow" class="external" title="Send this page to Print Friendly">Send this page to Print Friendly</a>
		</li>
		<li class="shr-twitter">
			<a href="http://twitter.com/home?status=Nel+Tirreno+per+studiare+vulcani+e+terremoti+-+http://b2l.me/akqw3q&amp;source=shareaholic" rel="nofollow" class="external" title="Tweet This!">Tweet This!</a>
		</li>
</ul>
<div style="clear:both;"></div>
</div>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://technologyrevolution.it/2010/04/26/vulcani-terremoti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
