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Telepresenza: il punto di svolta


Non si può dire che la telepresenza sia una tecnologia nuova. I primi test di videoconferenza, antenato della telepresenza, sono iniziati su collegamenti TV a circuito chiuso già negli anni 30 del secolo scorso, per passare poi negli anni sessanta a test sulle reti di telecomunicazione.

“La tecnologia che ha dato nascita a quello che oggi chiamiamo “telepresenza”, era destinata al successo fin dalla sua nascita” afferma Nigel Stevens, Director of Product Management in Cable&Wireless Worldwide. “Negli anni 60, quando la tecnologia avanzava a passi da gigante, tutto sembrava possibile e l’utilizzo della videoconferenza alimentò l’immaginazione dei letterati, che hanno scritto decine di romanzi ambientati nel 21mo secolo in cui la telepresenza diventava la forma più importante di comunicazione tra gli esseri umani”.

Malgrado tutte queste premesse, la telepresenza e la video conferenza hanno fatto fatica a decollare e, a dire la verità, finora non sono mai state utilizzate a livello massivo. Questo è dovuto in gran parte alla mancanza di una soluzione che abbinasse alta qualità e costi contenuti, condizione necessaria per rendere una tecnologia alla portata di tutti. Per decenni, le soluzioni di video conferenza proponevano immagini a bassa qualità e una velocità di collegamento molto lenta associate a poca praticità di utilizzo e costi di servizio molto elevati.

Oggi la situazione e cambiata radicalmente e si può affermare che senza lo sviluppo delle reti di telecomunicazione, la telepresenza non sarebbe mai decollata. Per la prima volta dopo molti anni di test, la tecnologia sembra uscire dalla letteratura e prendere forma nel mondo reale della comunicazione di massa. L’ultimo report di Ovum, istituto di ricerca nel settore delle telecomunicazioni, ha messo in luce che i servizi di telepresenza gestita apporteranno un significativo introito nelle casse degli operatori durante i prossimi cinque anni, stimando un’ammontare di 1,7 miliardi di dollari per il periodo che va dal 2010 al 2014.

Ma cosa è successo in questo ultimo periodo per aver creato una simile ondata di interesse? Quali sono i driver che si trovano dietro all’interesse generalizzato per questa tecnologia e come agiscono per guidare la sua adozione massiva da parte delle aziende?

Una condizione necessaria per il successo de la telepresenza è la maturità della tecnologia: il livello raggiunto oggi da tutti i componenti della teleconferenza rende possibile un’esperienza utente mozzafiato. Le tecnologie per la compressione sono migliorate al punto tale che l’immagine può essere compressa con una rata di circa 1:500 grazie anche al miglioramento dei codec, i dispositivi coder/decoder che realizzano la compressione.

In aggiunta, l’hardware utilizzato per la telepresenza è diventato molto più avanzato. Le diverse suite proposte da vendor come Tandberg e Polycom offrono ora schermi ad alta definizione che possono allestirsi all’interno delle sale riunioni per dare un effetto di inserimento totale.

Oltre all’evoluzione dei dispositivi tecnologici, l’aspetto fondamentale di questo cambiamento è costituito da i miglioramenti avvenuti nelle reti di telecomunicazione. Una delle maggiori barriere per lo sviluppo della telepresenza era in passato la performance delle reti che non riuscivano ad offrire una velocità di trasporto dati sufficiente a supportare le applicazioni. Il risultato era un’esperienza utente stressata dai ritardi e dalla caduta frequente della comunicazione. In alternativa c’era la possibilità di abilitare una connessione altamente specializzata e dedicata solo alle video conferenze, ma richiedeva un’alta complessità dell’implementazione e dei costi proibitivi per la maggior parte delle aziende.

Oggi le reti di nuova generazione hanno la capacità di banda e l’intelligenza necessarie per supportare la domanda di telepresenza che comporta una richiesta molto più alta della semplice video conferenza. Nel primo caso, il video deve essere in grado di funzionare in tempo reale e offrire una nitidezza tale di far sembrare che le persone coinvolte siano nella stessa stanza. Le attuali reti di nuova generazione (NGN – Next-generation networks) si basano su Internet che offre un’ottimo supporto per il trasporto di video compressi e si gestiscono con una capacità di 1 Gbps, più che sufficiente per supportare le applicazioni di teleconferenza. Le NGN sono concepite per offrire diversi servizi sulla stessa rete, supportando in tempo reale traffico voce e video.

L’evoluzione delle reti di telecomunicazione sono dunque alla base della diffusione massiva delle soluzioni di telepresenza. In aggiunta, la rete non è solo dedicata a queste prestazioni ma la capienza di banda disponibile rende possibile il normale funzionamento di tutte le altre applicazioni e del trasporto del traffico voce, dati e internet allo stesso momento in cui si tiene la videoconferenza.

Un ruolo importante in questo cambiamento culturale da parte del business nei confronti della telepresenza ce l’ha avuto la crisi mondiale del ultimo periodo. I viaggi d’affari sono uno dei costi che più incidono nel budget aziendale e nella corsa per tagliare le spese e ottimizzare il budget, le imprese hanno eliminato tutti quelli spostamenti che non erano di vitale importanza. In questo contesto, l’implementazione delle soluzioni di telepresenza ha trovato terreno fertile. Le aziende hanno aumentato in modo considerevole la richiesta di questo tipo di collegamento per organizzare riunioni con colleghi e persone di vari paesi.

Per ultimo, il maggior rispetto e coscienza per l’ambiente ha giocato la sua parte in questo processo. Una popolazione mondiale molto più sensibilizzata a queste tematiche è diventata anche più attenta alla riduzione dell’emissione di anidride carbonica e il business si vanta di diventare sempre più green facendo molta più attenzione al modo in cui agisce. Diminuendo sensibilmente la frequenza dei viaggi, la telepresenza ha contribuito al risparmio di centinaia di migliaia di emissione di anidride carbonica e alla preservazione dello spreco dei combustibili fossili.

“Ogni prodotto, servizio o idea ha bisongno di una serie di fattori interni e del mercato per poter arrivare al successo”, conclude Stevens. “Adesso sembra che sia finalmente arrivato il momento della telepresenza. Grazie all’evoluzione della tecnologia e al modo in cui le aziende percepiscono i viaggi in eccesso, questi servizi sono oggi visti come parte importante del business. Nei prossimi 5 anni la telepresenza diventerà la pietra angolare di ogni piattaforma di communicazione”.

Per ulteriori informazioni su Cable&Wireless Worldwide, visitare il sito www.cw.com