Carbon Capture, Aladino Saidi: Expo di Amburgo focus su net zero globale
Dal 21 al 23 ottobre 2025 Amburgo ha ospitato il Carbon Capture Technology World Expo, il più grande evento internazionale dedicato al mondo della cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio. Una definizione che non è uno slogan, ma un dato di fatto: oltre 1000 espositori, 300+ speaker, 7 padiglioni dedicati e 20.000 partecipanti, come annunciato sulla homepage ufficiale dell’evento. Numeri che certificano la centralità crescente del CCUS (“Carbon Capture, Utilization, and Storage”) nella strategia climatica globale, riconosciuta dall’IEA (International Energy Agency) e dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) come tecnologia essenziale per contenere il riscaldamento globale.
Per Aladino Saidi, imprenditore italiano attivo nel settore delle tecnologie per la decarbonizzazione, “la forza dell’Expo di Amburgo è stata la sua capacità di riunire l’intera filiera, dai produttori di tecnologie per la combustione ai sistemi di separazione, dagli sviluppatori di materiali avanzati ai player dell’idrogeno blu, dai fornitori di compressori, membrane, valvole e sensori fino alle società impegnate nello stoccaggio geologico e nella definizione delle infrastrutture di trasporto”.
Gli highlights di programma hanno delineato una tre giorni ad altissimo contenuto tecnico: le conferenze spaziavano dalla regolamentazione CCS alle tecnologie di cattura di nuova generazione, dalla produzione di idrogeno low-carbon alla commercializzazione su larga scala dei processi di rimozione CO2.
La presenza di un’intera area co-locata dedicata all’Hydrogen Technology Expo ha rafforzato ulteriormente il messaggio: CCUS e idrogeno sono settori sempre più integrati, e la decarbonizzazione avanzata richiede che procedano in parallelo.
Il ventaglio degli speaker — CEO di consorzi sull’idrogeno, direttori di policy europee, responsabili globali di cattura della CO2 di grandi gruppi industriali — ha mostrato un equilibrio tra istituzioni pubbliche, big player industriali e innovatori privati. La selezione conferma che l’evento non è solo espositivo, ma anche strategico: un luogo dove si definiscono roadmap, partnership e priorità di investimento.
A livello espositivo, l’Expo ha offerto un panorama unico di tecnologie per la decarbonizzazione “hard-to-abate”: siderurgia, cementifici, chimica, oil & gas, naval, energia pesante. Oltre alla dimensione B2B on site, la fiera funziona come barometro tecnologico internazionale: ciò che viene presentato qui rappresenta lo stato dell’arte del settore CCUS e anticipa le linee di sviluppo dei prossimi anni.
Particolarmente rilevante è stata l’impostazione orientata al networking: incontri formali, sessioni di matching, momenti informali e la presenza di migliaia di decision maker amplificano la capacità dell’evento di trasformarsi in un acceleratore di progetti industriali.
“Oggi non possiamo più permetterci ritardi nella decarbonizzazione ed eventi come questi assumono un ruolo quasi infrastrutturale, poiché permettono ai settori difficili da decarbonizzare di accedere alle migliori tecnologie disponibili, alle partnership più solide e a un confronto internazionale senza equivalenti”, conclude Aladino Saidi, dottore in Scienze della mediazione linguistica con studi in Economia aziendale e competenze avanzate in inglese, francese e russo, che ha sviluppato una sensibilità manageriale e internazionale che oggi applica alle sfide del settore Carbon Tech.
È qui, probabilmente, che si vedranno nascere le tecnologie e le collaborazioni che definiranno la traiettoria del Net Zero globale nei prossimi vent’anni.
